Italiani in trasferta. Il Digital wall di Fabrizio Plessi alla Kunsthalle Recklinghausen in Germania

Grandi schermi che proiettano filmati sui temi dell’acqua, del fuoco, della lava. Una riedizione tedesca della mostra organizzata nel 2015 a Milano, nella sede di Banca Generali Private Banking

Fabrizio Plessi, Kunsthalle Recklinghausen
Fabrizio Plessi, Kunsthalle Recklinghausen

È un rapporto speciale, quello che lega Fabrizio Plessi (Reggio Emilia, 1940) alla Germania. Una sintonia particolare, che ebbe un momento clou nel 2004, quando l’ampia retrospettiva dal titolo Traumwelt, allestita a Berlino al Martin Gropius Bau, ebbe un successo clamoroso, registrando qualcosa come 400mila visitatori. Ora l’artista reggiano, ma da sempre veneziano di adozione, torna protagonista oltralpe, dove – nell’ambito del Festival Ruhr – la Kunsthalle Recklinghausen ospita la mostra Digital wall, una riedizione dell’omonima esposizione tenutasi fra maggio e settembre 2015 a Milano, nella sede di Banca Generali Private Banking.

GRANDI MOSAICI DIGITALI
L’artista non ha certo bisogno di troppe presentazioni: tra i pionieri in Italia dell’arte digitale e dei new media, vanta – tra l’altro – la partecipazione a ben 14 biennali di Venezia. La mostra tedesca, come la prima italiana, prevede installazione di veri e propri muri digitali: schermi (100x60x4 cm ciascuno) “montati come grandi mosaici che rimandano filmati appartenenti alla sua cifra espressiva più tipica, legata ai temi dell’acqua, del fuoco, della lava”. Chi prevedesse una vacanza tedesca, avrà modo di vederli di persona, visto che resteranno allestiti fino al 7 agosto: per gli altri, eccone alcune immagini nella nostra fotogallery…

Kunsthalle Recklinghausen
Große-Perdekamp-Str. 25–27 – Recklinghausen
www.kunst-re.de

 

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.