Basel Updates: foto e video sui “24 stops” del sentiero di Tobias Rehberger

Dalla collaborazione con Swatch, Fondazione Beyeler e Vitra, nasce l’ultimo progetto di Tobias Rehberger. Un percorso in 24 opere, un pop up store alla frontiera, un orologio in limited edition

Tobias Rehberger, 24 Stops, 2016
Tobias Rehberger, 24 Stops, 2016

Dell’inedita collaborazione tra la Fondation Beyeler e Vitra – con lo sponsor Swatch a fare da trait d’union – per il progetto 24 Stops di Tobias Rehberger vi abbiamo parlato poche ore fa, intervistando lo stesso artista tedesco. Ora però vi mostriamo un bel po’ delle opere che sono state disseminate lungo la strada-sentiero che attraversa campi e vigne: alveari, campane, ripari per uccelli, belvedere, telescopi, murales, segnaletiche verticali e orizzontali… Il tutto con colori accesi (non per niente un tratto di strada è intitolato al designer Verner Panton) e una buona dose di leggerezza. La stessa che ha dato il tono alla conferenza stampa e poi alla presentazione – con l’artista, il direttore della fondazione Samuel Keller e il direttore creativo di Swatch Carlo Giordanetti – della 25esima opera, un pop-up store della Swatch che vende l’edizione limitata dell’orologio firmata dallo stesso Rehberger: un cucù da polso con due lancette della medesima lunghezza. Pop-up store che è stato piazzato nella terra di nessuno al confine fra Germania e Svizzera, proprio alla (ex) dogana, con tanto di doganieri impegnati a distribuire birra, mele e brezel durante la festa inaugurale.

Giusto il tempo di un tour per i cinque chilometri del sentiero (a piedi, ma ancor meglio in bicicletta; guardando il video comprenderete un po’ meglio come sono disposte le opere al confine tra design e arte oltre che al confine di due paesi) e poi festa nella attigua Spa all’aperto firmata da Herzog&deMeuron e inaugurata nel 2014. Una cosa da ricchi e privilegiati, direte voi. E invece no: è una struttura comunale e per entrarci bastano 4 franchi. Va così a Rienhen, comune tra i più ricchi di svizzera, dove non sanno neppure come spendere le tasse che fluiscono copiose nelle casse comunali…

– Marco Enrico Giacomelli

www.24stops.info

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.