Live dalla Triennale Design di Milano. Nuovi artigiani alla Fabbrica del Vapore: mostra commerciale o laboratorio? Sembra un’anteprima del Fuori Salone

In occasione della XXI Triennale Esposizione Internazionale Milano 2016, il corpo centrale della Fabbrica del Vapore ospita New Craft: innovazione e manifattura d’eccellenza, a cura di Stefano Micelli. Sebbene l’intento iniziale di questo percorso fosse quello di mettere in luce il lato opposto, nascosto della “rivoluzione tecnologica che sta trasformando i modi della produzione e […]


In occasione della XXI Triennale Esposizione Internazionale Milano 2016, il corpo centrale della Fabbrica del Vapore ospita New Craft: innovazione e manifattura d’eccellenza, a cura di Stefano Micelli. Sebbene l’intento iniziale di questo percorso fosse quello di mettere in luce il lato opposto, nascosto della “rivoluzione tecnologica che sta trasformando i modi della produzione e del consumo modificando inevitabilmente le forme del progettare”, l’allestimento ad alto impatto scenico di Studio Geza trasmette un’atmosfera da Fuori Salone. Ovvero: il percorso sembra realizzato per offrire un punto di incontro tra aziende e produttori, più che per creare un’esperienza di lettura dei materiali o dei processi artigianali, da parte di un pubblico eterogeneo. Ambiti, ambienti, corner, teche, piedistalli e strutture compartimentali mettono in rilievo la manifattura come processo per dar luogo ad una resa tendenzialmente di matrice industriale (eccezion fatta, forse, per i gioielli), tra giovani selezionati sotto i 35 anni (Call Under 35) e produttori già affermati. Qui design e creatività si trasformano in vantaggi competitivi dell’impresa italiana, sebbene ci si attendesse che New Craft diventasse un’occasione per mettere in rilievo i rapporti tra design e artigianato, tradizione e innovazione nel impervio territorio del saper fare oggi.

PADIGLIONI PER RUSSIA, CIPRO, CANADA, LIBANO E REPUBBLICA POPOLARE CINESE
Tra biciclette, macchine per la stampa, gioielli, vestiti, mobili, addirittura protesi, forme lignee e acciaio, il laboratorio che avrebbe dovuto mostrare la rivoluzione tecnologica della conoscenza artigiana mette in scena, in una sorta di buio teatrale, uno spettacolo commerciale derivante da innovazione tecnologica e tendente verso la manifattura d’eccellenza. Tra digital manifacturing e pedane azionabili fisicamente, nove installazioni verticali si innalzano a tutt’altezza mostrando ricami su tela, oggetti fittili/artigianali, ruote di biciclette, fili, ma anche proiezioni a terra, in attesa che l’artigianato contemporaneo, le sue ricerche, i processi di cui si rende ancora oggi sperimentatore, compaiano per davvero. Se dunque l’obiettivo non è tanto mostrare una selezione di oggetti, quanto piuttosto coinvolgere il visitatore in un ambiente dove è possibile scoprire i processi che caratterizzano il nuovo design e la nuova manifattura di qualità, al contrario il percorso risulta un’ostensione poco interattiva. Nell’edificio esterno dell’Ex Cisterna, adiacente al corpo di New Craft e di Call Under 35, paesi quali Russia, Cipro, Canada, Libano e Repubblica Popolare Cinese hanno allestito piccole installazioni all’interno di spazi chiusi, stanze decisamente rifinite e limitate. Progetti che, come l’allestimento di Cipro suggerisce (una geografia tra profili di plexiglas e silhouette urbane) con Human Topographies si trasformano in angoli adibiti ad anticipazioni nazionali riguardanti riflessioni accademiche.

Ginevra Bria

Fino al 12 settembre 2016
New Craft + Canada, Cipro, Repubblica Popolare Cinese, Libano e Russia
Fabbrica del Vapore 4
Via Procaccini, Milano
www.21Triennale.org

 

 

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. È specializzata in arte contemporanea latinoamericana.