Bologna Updates: ma ad Arte Fiera si vende o non si vende? Eccome se si vende. Qui l’opinione live di qualche gallerista

E poi, anche quest’anno, come ogni anno, ad Arte Fiera si vende. Dite quello che vi pare ma i collezionisti ci sono, sono a frotte, spesso sono anche di bocca buona e, molto di frequente, questa è l’unica fiera che frequentano durante l’anno. E spendono tutto qui. Ovviamente il moderno è in boom (ma questa […]

E poi, anche quest’anno, come ogni anno, ad Arte Fiera si vende. Dite quello che vi pare ma i collezionisti ci sono, sono a frotte, spesso sono anche di bocca buona e, molto di frequente, questa è l’unica fiera che frequentano durante l’anno. E spendono tutto qui. Ovviamente il moderno è in boom (ma questa ormai è una storia internazionale), ma anche il contemporaneo si difende. Insomma la fiera è gremita e molti galleristi sono contenti. Pure personalità come Enrico Astuni (Bologna) non contento di alcuni aspetti organizzativi e gestionali della fiera è costretto ad ammettere: “sono contento, ho venduto tanto e i collezionisti che ho contattato qui poi sono andati in galleria in città e hanno comprato anche lì“. Matteo Boetti (di Bibo’s Place di Todi) è lapidario: “si vende di tutto e di più: ho fatto appositamente uno stand spiazzante con opere dai 2000 euro al milione. E sta andando tutto via“.
Mimmo Scognamiglio (Milano) non si strappa i capelli dalla felicità ma comunque racconta di avere venduto e soprattutto spiega che “i collezionisti ci sono e sono tanti. Ho fatto delle vendite e sono in trattativa per degli Jason Martin“. Sempre restando al contemporaneo visi rilassati anche dalle parti di Umberto Di Marino: “ho venduto un bel Vedovamazzei e altri lavori” ci racconta il gallerista partenopeo “e c’è una bella trattativa per Luca Francesconi“. Molte cose di grandissimo livello sono andate via anche dallo stand, più che museale, di Emilio Mazzoli (Modena): parliamo di Peter Halley, David Salle e Carlo Benvenuto ad esempio. Cardelli&Fontana (Sarzana), invece, ha fatto un grande stand diviso in due: da una parte le cose contemporanee di Fabrizio Prevedello, dall’altra quelle moderne e geometriche di Mario Radice. Il commento è una sentenza sull’andamento della fiera in queste ore: “bene il contemporaneo, benissimo il moderno“.

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