Save Sammezzano. All’asta a Firenze il più invisibile ed eclettico dei castelli italiani: ma chiunque può comprarne un pezzetto aderendo all’iniziativa di crowdfunding

Oggetto del desiderio per un numero incalcolabile di aspiranti visitatori e, di recente, set cinematografico per Il racconto dei racconti di Garrone, il Castello di Sammezzano, significativo esempio di architettura orientalista ed eclettica del Belpaese ad appena trenta chilometri da Firenze, sta per finire – nuovamente – all’asta. Realizzato tra il 1853 e il 1889 […]

Oggetto del desiderio per un numero incalcolabile di aspiranti visitatori e, di recente, set cinematografico per Il racconto dei racconti di Garrone, il Castello di Sammezzano, significativo esempio di architettura orientalista ed eclettica del Belpaese ad appena trenta chilometri da Firenze, sta per finire – nuovamente – all’asta. Realizzato tra il 1853 e il 1889 secondo il gusto eccentrico del marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona, che destinò al progetto risorse ingentissime, il nucleo principale del Castello si compone di 365 stanze: si tratta di interni contraddistinti da motivi decorativi desunti dall’architettura moresca e orientale, e nella loro realizzazione vennero impiegate, per espressa volontà dell’ideatore, esclusivamente maestranze locali. Dopo aver ospitato, tra gli anni Cinquanta e i Novanta, un hotel di lusso, nel 1999 è stato acquisito all’asta dalla Sammezzano Castle Srl, società italo-inglese sorta con l’intento di collocarlo, attraverso un piano di recupero e valorizzazione, di nuovo nel settore alberghiero.

Interni del Castello di Sammezzano
Interni del Castello di Sammezzano

In seguito ad alcuni interventi di restauro, particolarmente urgenti, del Castello di Sammezzano si sono occupati i volontari del Comitato FPXA 1813-2013: solo a loro si deve la possibilità, limitata a pochissimi giorni l’anno, di accedere agli spazi interni del maniero e al non meno considerevole parco, nel quale il marchese volle inserire oltre 130 diverse specie arboree. Il prossimo 20 ottobre la vendita giudiziaria inizierà a delineare il futuro del Castello “invisibile”; la possibilità che vada deserta potrebbe tuttavia essere l’inizio di una nuova fase di incuria e abbandono per l’intero complesso.
Allo scopo quindi di “acquistare, ristrutturare e rendere accessibile a tutti il Castello di Sammezzano, un bene unico nel suo genere“ è stata promossa un’ambiziosa iniziativa di crowdfunding: obiettivo della raccolta 40 milioni di euro. E mentre la solidarietà “dal basso” si fa strada sul web, da più parti si invoca l’intervento diretto delle istituzioni pubbliche, locali e nazionali: è notizia di queste ore un’interrogazione parlamentare a riguardo, sulla quale il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Franceschini dovrà necessariamente pronunciarsi.

Valentina Silvestrini

https://www.kickstarter.com/projects/1362458825/save-the-sammezzano-castle-and-turn-it-into-a-famo

 

 

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.

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