Venezia Updates: ecco le immagini della mostra Proportio. A Palazzo Fortuny torna alla grande lo stile Axel Vervoordt

Che quelle allestite qui restino unanimemente come le mostre fra le più belle viste a Venezia – nei giorni dell’opening biennalesco, nella fattispecie – è quasi un assunto, quasi un dogma: per il fascino intramontabile di questi spazi carichi di tempo e di bellezza, e per la scelta del taglio, che mixa alla perfezione sofisticatezza […]

PROPORTIO. Venezia Palazzo Fortuny

Che quelle allestite qui restino unanimemente come le mostre fra le più belle viste a Venezia – nei giorni dell’opening biennalesco, nella fattispecie – è quasi un assunto, quasi un dogma: per il fascino intramontabile di questi spazi carichi di tempo e di bellezza, e per la scelta del taglio, che mixa alla perfezione sofisticatezza e “sensualità” a qualità delle opere e rigore critici. Qual è il qui a cui ci riferiamo? Risponde al nome di Palazzo Fortuny, e le mostre – una sequenza biennale, appunto cadenzata con i ritmi della Biennale Arti Visive – sono quelle che possiamo definire la “serie Vervoordt”: a partire da Artempo (2007), poi In-finitum (2009), e poi TRA (2011), con l’intermezzo di un focus personale con Tàpies. Lo Sguardo dell’artista (2013).
Quest’anno l’eclettico collezionista-gallerista-flaneur dell’arte belga Axel Vervoordt torna all’antica formula, curando – assieme a Daniela Ferretti – Proportio, mostra che “esplora l’onnipresenza delle proporzioni universali nell’arte, nella scienza, nella musica e nell’architettura”. Dei contenuti ne parleremo ampiamente a breve, raccontando della perfetta contestualizzazione di straordinarie opere di artisti del calibro di Marina Abramovic, Arthur Duff, Anish Kapoor, Carl André, Berlinde De Bruyckere, Luciano Fabro, Alberto Giacometti, Ellsworth Kelly, Sol Lewitt, Agnes Martin, Fausto Melotti, Mario Merz, Bill Viola: per ora vi regaliamo un’ampia carrellata di immagini…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.