Vincenzo Trione presenta il suo Padiglione Italia alla Biennale di Venezia. Da Alis/Filliol a Kounellis, con qualche nome poco conosciuto. Tema centrale, la Memoria

Primo avvertimento, lo stesso che premettemmo in occasione della presentazione della mostra internazionale di Okwui Enwezor: pigiate ogni 5 minuti il pulsante “refresh”, o comunque aggiornate la pagina, da dove la state seguendo. Perchè, anche per un’occasione importante come la conferenza che svelerà i contenuti del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, Artribune ha deciso […]

Vincenzo Trione

Primo avvertimento, lo stesso che premettemmo in occasione della presentazione della mostra internazionale di Okwui Enwezor: pigiate ogni 5 minuti il pulsante “refresh”, o comunque aggiornate la pagina, da dove la state seguendo. Perchè, anche per un’occasione importante come la conferenza che svelerà i contenuti del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, Artribune ha deciso replicare una modalità nuova: non ci accontentiamo di seguire l’evento live, ma lo pubblichiamo anche live, aggiornandovi in tempo reale sui contenuti via via presentati dai relatori. Che sono il direttore generale per il contemporaneo del Mibact, Federica Galloni, il presidente della Biennale Paolo Baratta, il ministro Dario Franceschini ed il curatore del padiglione, Vincenzo Trione.
Dopo le introduzioni di Federica Galloni e di Paolo Baratta, prende la parola Trione:non sarà una mostra con taglio descrittivo-fenomenologico del presente, ma una mostra che fotograferà la realtà presente dell’arte in Italia“. Si entra nel vivo: “C’è un punto di contatto fra il mio padiglione e la mostra di Enwezor: ed è la figura di Walter Benjamin“. “Il tratto comune fra gli artisti che ho individuato è quello di rifiutare la Damnatio Memoriae: e la fattispecie che intendo valorizzare, oggi ormai accantonata, è quella di Avangardia“.
Ci siamo, arriva la lista dei nomi degli invitati: Alis/Filliol, Andrea Aquilanti, Francesco Barocco, Vanessa Beecroft, Antonio Biasiucci, Giuseppe Caccavale, Paolo Gioli, Jannis Kounellis, Nino Longobardi, Marzia Migliora, Luca Monterastelli, Mimmo Paladino, Claudio Parmeggiani, Nicola Samorì, Aldo Tambellini. Riflessioni? Vi rimandiamo all’ampio articolo che troverete questa sera in homepage su Artribune. In una conferenza stampa insolitamente – questa è una piacevole novità – breve, conclude il ministro Franceschini, che ribadisce l’importanza della Memoria, centrale nelle scelte del curatore Vincenzo Trione. Altre anticipazioni: ci sarà un video di Mimmo Calopresti, con musica dei Subsonica – che viene proiettato in conferenza – che racconta le radici del “Codice Italia”, alla base della nascita del Padiglione Italia. Iniziano le domande del pubblico: quali sono i costi? Risponde la Galloni: in totale 600mila euro, di cui 400mila per gli allestimenti e 200mila per la gestione. A questi si aggiunge uno stanziamento eccezionale di 150mila euro, deciso dal ministro: quindi si passa a 750mila euro. I contributi degli sponsor sono fra i 250 e i 300mila euro.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.