Federica Galloni risponde ad Artribune. Ecco il pensiero della neodirettrice per il Contemporaneo del Mibact su artisti italiani, istituzioni, gallerie, regime fiscale

Artribune domanda, e il Direttore Generale per Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane del Ministero per i Beni Culturali risponde. E in breve tempo, pochi giorni. Sono passati solo 4 giorni da quando pubblicammo una specie di “intervista aperta” rivolta a Federica Galloni, dove raccoglievamo una serie di interrogativi raccolti da contatti con vari […]

Federica Galloni
Federica Galloni

Artribune domanda, e il Direttore Generale per Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane del Ministero per i Beni Culturali risponde. E in breve tempo, pochi giorni. Sono passati solo 4 giorni da quando pubblicammo una specie di “intervista aperta” rivolta a Federica Galloni, dove raccoglievamo una serie di interrogativi raccolti da contatti con vari attori del mondo dell’arte, specie in occasione della recente Arte Fiera. I temi? I rapporti fra istituzioni pubbliche e artisti italiani, il Diritto di seguito, le politiche verso le gallerie d’arte, il redditometro, le Dogane. In realtà le domande erano 5, lei ha inviato tre risposte, unificando le tre più spiccatamente “fiscali”. Le trovate qui sotto: noi ci aspettiamo che a queste posizioni, facciano seguito provvedimenti concreti…

1 – Quali sono le istituzioni pubbliche che promuovono le attività degli artisti italiani: in particolare, esiste una precisa strategia del Mibact a tale riguardo, in termini di indirizzo e coordinamento di iniziative sul territorio?

Rimane prioritario il ruolo indiscusso che le Istituzioni pubbliche svolgono all’interno del sistema museale italiano. Va inoltre riconosciuto quello più dinamico e di ricerca delle Fondazioni e delle Gallerie di arte contemporanea che contribuiscono a promuovere gli artisti italiani ed a sviluppare una rete del Contemporaneo. Se di strategia dobbiamo parlare, penserei non solo e non tanto ad un’azione di indirizzo e coordinamento delle iniziative e/o degli interlocutori, ma anche ad una condivisione di indirizzi, una concreta e condivisa sinergia tra pubblico e privato. Per fare un esempio, il Piano per l’arte contemporanea, oggi decisamente ridotto nell’importo complessivo rispetto ad un decennio fa, si rivela uno strumento ancora valido e consentirà alla Direzione generale l’incremento delle collezioni statali – anche tramite il sostegno di mostre e concorsi – e la promozione dell’arte italiana all’estero. Colgo l’occasione per ringraziare i colleghi del Mibact che in questi anni hanno lavorato con successo su questi temi.

2 – Il Ministero e la Siae hanno recepito in termini restrittivi per le gallerie la direttiva 2001/84/CE sul Diritto di Seguito, obbligando le stesse alla pubblicazione – unico esempio in Europa – delle proprie fatture di vendita sul sito Siae. Il Ministero è al corrente del fatto che ciò lede il diritto alla privacy? Sempre in merito al Diritto di Seguito, perché le Gallerie lo devono far pagare anche per le opere vendute, ma che erano in Galleria soltanto a titolo di rappresentanza di un artista? L’acquisto di un’opera d’arte da parte di un privato costituisce un fatto segnalato nel redditometro fiscale, disincentivando gli acquisti: tale fatto sarà confermato anche in futuro?

Sui quesiti di natura fiscale, legati a scelte economico-politiche, mi impegno a farmi portavoce col Ministro affinché possa valutare le soluzioni più opportune.

3 – Esiste una eccessiva discrezionalità delle Soprintendenze in merito ai criteri di notifica e di esportazione temporanea, e delle Dogane in merito alle aliquote fiscali per le esportazioni: il Ministero ha intenzione di emanare delle direttive al riguardo?

“Migliorare le procedure per la circolazione dei beni” è uno degli obiettivi prioritari nell’atto di indirizzo politico emanato dal Ministro con DM 23 settembre 2014. Dal canto mio ritengo che il prestito debba essere incentivato in quanto forma importantissima di promozione dell’arte, ovviamente con tutte le cautele del caso, prima fra tutte la verifica dello stato di conservazione ed il pieno rispetto degli standards museali.

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