Acqua di Parma e l’arte contemporanea. A Milano Palazzo Cusani ospiterà la grande mostra che segnerà il debutto dell’azienda del lusso: la racconta la curatrice Cloe Piccoli

“Produrre una mostra di arte contemporanea è per noi una sfida stimolante e un motivo di orgoglio. Sostenere e affiancare alcuni fra migliori artisti italiani della scena attuale è un modo e un’opportunità per riaffermare il nostro impegno nel promuovere la cultura, la bellezza e le potenzialità del nostro Paese nei confronti di un pubblico internazionale”. […]

Produrre una mostra di arte contemporanea è per noi una sfida stimolante e un motivo di orgoglio. Sostenere e affiancare alcuni fra migliori artisti italiani della scena attuale è un modo e un’opportunità per riaffermare il nostro impegno nel promuovere la cultura, la bellezza e le potenzialità del nostro Paese nei confronti di un pubblico internazionale”. Con queste parole Gabriella Scarpa, presidente di Acqua di Parma, presenta la “discesa in campo” dell’azienda profumiera nell’arte contemporanea. Impegno culturale del resto già ampiamente dimostrato dal gruppo di cui l’azienda italiana è parte, LVMH di Bernard Arnault.
Per questo debutto Acqua di Parma Contemporary Art Projects sceglie Milano – centro del mondo grazie a Expo – e il seicentesco Palazzo Cusani, dove il 15 maggio prenderà il via la grande mostra dal titolo I’ll Be There Forever – The Sense of Classic. Curata da Cloe Piccoli, critico d’arte e direttore artistico del nuovo progetto, l’esposizione – che si avvarrà dell’allestimento dello studio di architettura Kuehn Malvezzi, fra i più riconosciuti a livello europeo – presenterà opere di artisti come Rosa Barba, Massimo Bartolini, Simone Berti, Alberto Garutti, Armin Linke, Diego Perrone e Pao­la Pivi, con opere site-specific pensate per le stanze e le corti del palazzo e per la grande sala da ballo Radetzky al piano nobile.
Per raccontare questa declinazione del classico”, ha spiegato Cloe Piccoli ad Artribune, “ho invitato alcuni degli artisti italiani più interessanti ‎che da sempre guardano al classico e lo interpretano con grande libertà. Per questa occasione stiamo lavorando a nuove produzioni site-specific per Palazzo Cusani, alcune delle quali entreranno a far parte della nuova collezione di arte contemporanea di Acqua di Parma. Una mostra che scandaglia un concetto di classico affascinante, complesso, articolato, in cui si intrecciano storie, culture, geografie. Al di là di stereotipi e formalismi, di simmetrie ed equilibri, il classico è un’idea viva e attiva, che torna e ritorna nella storia, sempre diverso, sfuggente, evanescente, eppure sempre presente”.

www.acquadiparma.com

 

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.