Dieci designer e uno zoo (di ceramica). Tante immagini dall’opening della mostra milanese al Triennale Design Museum

Animali mutanti, forme ibride, personaggi art-freak che mixano orecchie canine e zampe palmate, tutti accomunati dall’uso della ceramica, materiale duttile per eccellenza. Un bestiario fantastico, uscito dall’immaginazione di dieci creativi internazionali e ora in mostra al piano terra del Triennale Design Museum. Gioca, anche a livello verbale, sul rapporto tra “anima” e “animalità” la mostra […]

Animali mutanti, forme ibride, personaggi art-freak che mixano orecchie canine e zampe palmate, tutti accomunati dall’uso della ceramica, materiale duttile per eccellenza. Un bestiario fantastico, uscito dall’immaginazione di dieci creativi internazionali e ora in mostra al piano terra del Triennale Design Museum. Gioca, anche a livello verbale, sul rapporto tra “anima” e “animalità” la mostra ANIMAlità: la curatrice Silvana Annichiarico invita dieci designer o coppie creative internazionali a inserirsi in una lunga tradizione, riflettendo sulla presenza dell’elemento animale nella vita quotidiana e nell’immaginario del bipede occidentale urbano. Giovani talenti, ma anche nomi già affermati sulla scena del design mondiale: molti di loro hanno già attinto al vasto serbatoio della natura in passato, riproducendo forme animali in opere precedenti. Pensiamo per esempio allo Zoo di tessuto disegnato da Ionna Vautrin per Kvadrat, e a quello di cristallo di Jaime Hayon per Baccarat, o ancora al bestiario fantastico di Matteo Cibic.
Il risultato è una collezione di oggetti di uso domestico in ceramica, realizzati in collaborazione con Bosa, che funzionano come “protesi affettive” reintroducendo piccoli assaggi di natura dal grande potenziale simbolico nell’ambiente artificiale della casa. I dieci progetti interpretano l’animalità in altrettanti modi originali, facendo appello ai codici stilistici tipici dell’infanzia e del gioco oppure rifacendosi alla tradizione degli animali-totem cari alle culture animiste. In questo zoo variopinto convivono il toro, l’ariete e l’unicorno di Sam Baron, i piccoli talismani minimalisti disegnati da Sebastian Herkner, i nuovi animali urbani mutanti del duo Lanzavecchia+Wai, i coloratissimi contenitori a forma di armadillo e scarabeo di Elena Salmistraro, i totem meccanici di Maeda e Minale, l’elefante-tavolino di GamFratesi, le opere di Nika Zupanc, Jaime Hayon, Ionna Vautrin e Matteo Cibic. Nella fotogallery, immagini dall’opening…

Giulia Marani

Fino al 22 febbraio 2015
Triennale Design Museum
www.triennale.org

 

 

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Giulia Marani
Giornalista pubblicista, vive a Milano. Scrive per riviste italiane e straniere e si occupa della promozione di progetti editoriali e culturali. Dopo la laurea in Comunicazione alla Statale di Milano si specializza in editoria a Paris X-Nanterre. La passione per l’universo del progetto nasce proprio a Parigi, dove lavora nella redazione della rivista Architectures à vivre (dal 2007 al 2012) e partecipa al lancio di EcologiK, la prima rivista francese dedicata alla progettazione ecoresponsabile. Collabora con Artribune dal 2013 e coordina le pagine dedicate al design da gennaio 2019.