Aspettando l’equinozio d’autunno, a Casa Sponge. Finissage intorno al fuoco: nelle foto di Gianluca Panareo la performance di Francesca Romana Pinzari

Il periodo che precede l’equinozio d’autunno è un momento topico nel ciclo biologico di ogni essere vivente, segnato dal transito tra l’estate e l’inverno.  Passaggi necessari, che influenzano ritmi naturali, dinamiche del paesaggio, rituali e abitudini e sociali. Non è un caso che in alcune culture, come in quella ebraica, il capodanno capiti in questo […]

Casa Sponge - foto di Gianluca Panareo

Il periodo che precede l’equinozio d’autunno è un momento topico nel ciclo biologico di ogni essere vivente, segnato dal transito tra l’estate e l’inverno.  Passaggi necessari, che influenzano ritmi naturali, dinamiche del paesaggio, rituali e abitudini e sociali. Non è un caso che in alcune culture, come in quella ebraica, il capodanno capiti in questo periodo. Casa Sponge, luogo magico in cui si fondono natura e cultura, ospitato in un casolare sulle colline marchigiane, ha iniziato ad affrontare questa fase stagionale, con la conclusione di Perfect Number, collettiva allestita nelle nove stanze dello spazio. Curata da Alessandra Baldoni, la mostra ospitava i lavori di Amalia Mora, Alessandra Maio, Silvia Camporesi, Debora Vrizzi, Simona Bramati, Chiara Mu, Silvia Noferi, Tiziana Cera Rosco, Francesca Romana Pinzari. In occasione del finissage, venerdì 12 settembre, Sponge ha anticipato l’avvento dell’equinozio con un rito che riscopre simboli e radici di universi ancestrali. A chiudere Perfect Number è stato infatti l’ultimo step di Prima viene la spina, la performance di Francesca Romana Pinzari, iniziata lo scorso 5 luglio dopo una lunga preparazione: il mantello di rovi intrecciati, realizzato allora durante una lunga sessione di meditazione e di silenzio, è stato bruciato nel segno della purificazione e del binomio morte-rinascita.

Il tono sacrale dell’azione da un lato, l’atmosfera conviviale della festa dall’altro, miscelati a dovere. Con dell’ottimo vino ad annaffiare la serata: le bottiglie di “Lucubratio”, arrivate dell’Azienda vinicola podere Giustini di Candia (An), dovevano nome ed etichetta a una delle artiste in mostra, Simona Bramati.
Il racconto dell’evento è affidato al bellissimo reportage di Gianluca Panareo, giovane artista pesarese, che in un bianco e nero cinematografico ha catturato volti, istanti, atmosfere. Alcuni appunti sulla mostra, infine, nel breve video di Valeria Pierini.

Valeria Carnevali

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Valeria Carnevali
Marchigiana, dopo la laurea in Lettere Moderne conseguita a Urbino nel 1999 con una tesi in Storia dell’Arte Contemporanea, si stabilisce a Milano lavorando per diversi anni nel settore dell’editoria d’arte e collaborando con gallerie e spazi espositivi. Tornata a Fabriano nel 2007, si laurea in Scienze della Formazione Primaria, continuando a occuparsi di arte e cultura del presente, con particolare interesse per la didattica e l’educazione all’arte (e attraverso l’arte) contemporanea. È attualmente insegnante nella scuola primaria e curatore artistico. Nel 2016 fonda l’associazione Art comes to Town. Scrive per Artribune dal 2012.