Il chiodo fisso di Matteo Renzi. A Firenze non si fermano le ricerche dei resti mortali di Monna Lisa, ora si tenta con gli esami del DNA: ma poi che ci faranno?

Nessuno può essere pregiudizialmente contrario alla ricerca scientifica, noi – e immaginiamo anche i nostri lettori – a maggior ragione quando tali ricerche intendono arricchire le conoscenze di un grande capolavoro della storia dell’arte. Ma arriva un punto in cui uno si chiede: perché? Perché investire tante energie (e presumibilmente anche un bel po’ di […]

L'interno della Basilica della Santissima Annunziata

Nessuno può essere pregiudizialmente contrario alla ricerca scientifica, noi – e immaginiamo anche i nostri lettori – a maggior ragione quando tali ricerche intendono arricchire le conoscenze di un grande capolavoro della storia dell’arte. Ma arriva un punto in cui uno si chiede: perché? Perché investire tante energie (e presumibilmente anche un bel po’ di soldi) per cercare da oltre due anni di individuare i resti mortali di Monna Lisa, la modella della Gioconda di Leonardo?
Una ricerca, si sa, che ha da subito visto il sindaco Matteo Renzi fra i più agguerriti sostenitori: e che ora si appresta a compiere un ulteriore passo, senza la certezza che sia in avanti. Venerdì 9 agosto, alle 12, nella Basilica della Santissima Annunziata verrà aperta ed esaminata dopo trecento anni la Cripta dei Martiri che si trova dietro l’altare maggiore. All’interno della cripta dovrebbero esserci i resti mortali del marito della Monna Lisa, Francesco di Bartolomeo del Giocondo, e dei suoi due figli.
Al momento sono in corso gli esami del Carbonio 14 su tre degli otto scheletri ritrovati nella chiesetta del complesso di Sant’Orsola che erano risultati compatibili con l’età in cui è morta Lisa Gherardini” spiega Silvano Vinceti, responsabile della ricerca e del Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici Culturali e Ambientali. “L’esame del Carbonio 14 ci dirà quali di questi tre scheletri è riconducibile al periodo cinquecentesco. Solo allora sapremo su quali resti mortali si potrà compiere l’esame finale del Dna, ma quest’analisi definitiva sarà possibile solo se dentro la cripta ritroveremo i figli della Monna Lisa”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.