Macao colpisce ancora: a un anno esatto dall’occupazione della Torre Galfa arriva l’ingresso dei lavoratori dell’arte nell’ex Cinema Manzoni. Chiuso nel 2006 e acquistato dall’immobiliare di casa Pirelli potrebbe diventare uno spazio commerciale

Si sono dati appuntamento davanti a Palazzo Marino, centocinquanta circa, sotto un cielo livido che sa di tutto meno che di primavera. Hanno intonato l’ei fu con cui si apre Il cinque maggio di Alessandro Manzoni. E poi il corteo, lungo via Monte di Pietà e via dei Giardini, fino al civico 40 di via […]

L'atrio del Manzoni nei giorni dell'installazione di Pipilotti Rist - courtesy Fondazione Nicola Trussardi

Si sono dati appuntamento davanti a Palazzo Marino, centocinquanta circa, sotto un cielo livido che sa di tutto meno che di primavera. Hanno intonato l’ei fu con cui si apre Il cinque maggio di Alessandro Manzoni. E poi il corteo, lungo via Monte di Pietà e via dei Giardini, fino al civico 40 di via Manzoni. A un anno esatto dall’innesco delle polveri, con l’invasione pacifica della Torre Galfa, Macao torna a colpire: il collettivo dei cosiddetti “lavoratori dell’arte” prende possesso del Cinema Manzoni, milleseicento posti nel cuore di Milano. Un piccolo grande buco nero, creatosi per effetto della peculiare convergenza di blocchi tutti italiani: da un lato la crisi del mercato cinematografico, con il calo verticale del pubblico in sala e le conseguenti falle di bilancio; dall’altro il vincolo da parte della Soprintendenza, che impedisce l’ammodernamento di uno spazio che avrebbe – forse – potuto salvarsi se riconvertito a multisala o a spazio polivalente. La gestione da parte della holding Cinecittà non riesce a risollevare le sorti della struttura, che nel 2006 abbassa per sempre la saracinesca. È dell’anno successivo l’acquisizione da parte di un fondo a cui partecipa Pirelli Real Estate, ramo immobiliare della società di casa Tronchetti Provera, nel frattempo scorporata dal gruppo e ribattezzata Prelios: il ricorso presentato al capo dello Stato, accolto, rimuove i vincoli della Soprintendenza e apre la strada alla trasformazione della sala in uno spazio che può avere anche finalità commerciali. Data possibile per la fine di un intervento su cui poco ancora si sa fissata nel 2015. Da qui la sollevazione popolare, covata sotto le ceneri della rete da blog e comitati di cittadini; da qui l’interesse da parte di Macao, che secondo i bene informati avrebbe in un primo tempo progettato di cominciare la propria attività di reclamo degli spazi morti di Milano proprio dal Manzoni, salvo ripiegare in un secondo momento sulla Torre Galfa.
Il Manzoni, aperto in via eccezionali nell’inverno del 2011 per il Parasimpatico di Pipilotti Rist, curato da Massimiliano Gioni e foraggiato dalla Fondazione Trussardi, resta fino ad oggi governato dall’oblio. Prima dell’ingresso di Macao, che promette un concerto e una serata di talk per raccontare la storia dello spazio. In attesa che la situazione evolva, con tutto il suo inevitabile carico di polemiche.

– Francesco Sala     

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.