Lo Strillone: Bondi, Galan e Ornaghi avrebbero affossato anche la Firenze del Rinascimento, lo assicura su La Repubblica Salvatore Settis. E poi Milano indecisa sul futuro della Scala, l’omaggio di Larry Rivers a Primo Levi, Guy Debord e la crisi del Sessantotto…

Bondi, Galan, Ornaghi: ecco la triade che ha evitato che il comparto italiano della cultura di crescere e prosperare. Durissimo Salvatore Settis in prima pagina su La Repubblica, nel lungo commento alla marcia degli operatori del settore che ieri ha animato L’Aquila. “Mediocri e incompetenti” i protagonisti di un triangolo che “fosse capitato a Firenze […]

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Bondi, Galan, Ornaghi: ecco la triade che ha evitato che il comparto italiano della cultura di crescere e prosperare. Durissimo Salvatore Settis in prima pagina su La Repubblica, nel lungo commento alla marcia degli operatori del settore che ieri ha animato L’Aquila. “Mediocri e incompetenti” i protagonisti di un triangolo che “fosse capitato a Firenze nel Quattrocento avrebbe impedito il Rinascimento”.

La nuova occupazione a firma Macao non attizza più di tanto la fantasia dei cronisti – una breve su L’Unità – e resta relegata di massima nelle pagine lombarde dei principali quotidiani. A Milano i problemi sembrano essere altri, come suggerisce l’intervento di Giangiacomo Schiavi sulla prima pagina del Corriere della Sera: il nodo Expo, rilanciato da Letta, è ancora tutto da decifrare, come pure la guida della Scala dopo l’addio di Lissner.

Infornata di eventi su La Stampa con il trittico dedicato da Larry Rivers a Primo Levi al Museo Ebraico di Roma, le ultime mostre in programma alla Sandretto e l’approssimarsi, a Milano, di MIA. Tra i vari coccodrilli in memoria di Rossella Falk – in prima sul Corsera è definita la Greta Garbo italiana – particolarmente sentito quello su Quotidiano Nazionale; pungente Marcello Veneziani su Il Giornale, che trova nel Panegirico di Guy Debord i segni del fallimento del Sessantotto.

– Lo Strillone di Artribune è Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.