L’Italia? Per il report 2011 di Artprice è la terza forza europea. Ma i dati delle vendite in asta quanto sono lontani dalla realtà?

In testa c’è la Germania, con 14 artisti sui primi cinquanta, da Anselm Kiefer (terzo) giù giù fino a Günther Förg. Segue il Regno Unito, che ne schiera undici, con un scontato primo posto per Damien Hirst. E dopo – reggetevi forte – viene l’Italia: stando al report pubblicato da Artprice, relativo ai cinquanta artisti […]

Rudolf Stingel, primo fra gli italiani

In testa c’è la Germania, con 14 artisti sui primi cinquanta, da Anselm Kiefer (terzo) giù giù fino a Günther Förg. Segue il Regno Unito, che ne schiera undici, con un scontato primo posto per Damien Hirst. E dopo – reggetevi forte – viene l’Italia: stando al report pubblicato da Artprice, relativo ai cinquanta artisti europei più venduti in asta nel 2011, il nostro paese sarebbe la terza forza continentale, con 5 rappresentanti nella top fifty. Ovvero meglio di realtà come la Spagna (3 artisti), o Francia e Belgio (entrambe con 4).
È un dato statistico, per cui oggettivamente è incontestabile. Ma la domanda che sorge spontanea è: quanto i risultati di vendite riescono ad essere lo specchio della “salute” di un panorama creativo come quello attuale? E qui lasciamo ad ognuno la proprie considerazioni. Ma chi sono i nostri “campioni”? Sorprende trovare nel posto più alto – al nono complessivo – il meranese Rudolf Stingel, in verità da tempo americano d’adozione, con vendite di quasi sei milioni di euro, immediatamente seguito al decimo posto da Maurizio Cattelan, con poco meno di 5 milioni. Trentesimo Sandro Chia, con 866.709, mentre Mimmo Paladino risulta 35imo (788.673 euro) e Giuseppe Penone 42imo (492.496 euro).
E la top ten? Già detto di Hirst, inarrivabile al top con quasi 18 milioni di euro, il podio è poi completato da Miquel Barcelo (12.830.121) e da Kiefer (12 milioni). Seguono Juan Muñoz, Andreas Gursky, Peter Doig, Urs Fischer, Antony Gormley e – come accennato – Stingel e Cattelan.

Massimo Mattioli 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.