Ma insomma, Cattelan ci va in pensione? Il Guggenheim pensa di sì. E dedica un convegno-maratona al tema del “ritiro dalle scene”. Sette ore e trenta celebrities

Mancano una decina di giorni alla fine di All, la grande retrospettiva di Maurizio Cattelan al Guggenheim di New York, mostra che, secondo le dichiarazioni più volte rilasciate dall’artista padovano, segnerebbe il suo definitivo “pensionamento”. E quale occasione migliore per mettere sul tavolo della discussione un tema tanto affascinante come quello del ritiro dalle scene? […]

Maurizio Cattelan - Photo Pierpaolo Ferrari

Mancano una decina di giorni alla fine di All, la grande retrospettiva di Maurizio Cattelan al Guggenheim di New York, mostra che, secondo le dichiarazioni più volte rilasciate dall’artista padovano, segnerebbe il suo definitivo “pensionamento”. E quale occasione migliore per mettere sul tavolo della discussione un tema tanto affascinante come quello del ritiro dalle scene?
Il Guggenheim ha organizzato per il prossimo 21 gennaio un convegno-maratona (durerà ben sette ore, dalle sei di sera all’una di notte) durante il quale trenta personaggi importanti del mondo dell’arte, della cultura, del  cinema, della musica, ma anche della politica, della religione e dello sport, diranno la loro sul tema del “voluntary ending”. Per capire cosa spinge davvero a fermarsi, a dire basta. Per prendere una nuova strada o magari soltanto per riflettere. The Last Word. Seven Hours Finale – questo il titolo della serata – vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Arthur Danto, Tracey Emin, Stewart Home e Courtney Love.

– Valentina Tanni

www.guggenheim.org
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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma e Milano. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020).