Al cinema Pedro Almodóvar con “La forma del desiderio”

Alcuni dei film che hanno reso popolare Pedro Almodovar negli anni ‘80 sono divenuti di culto. Ora tornano in sala per omaggiare il cinema del regista spagnolo e la vita assurda e meravigliosa che lui ha raccontato. Il trailer dell'iniziativa

Di recente è stato protagonista al Festival di Cannes, è amatissimo ed in particolare in Europa, con il suo cinema ha raccontato dolori, gioie e assurdità della vita: a Pedro Almodóvar è dedicata la rassegna cinematografica “Pedro Almodovar – La forma del desiderio”, nelle sale italiane dal 15 giugno e targata CG Entertainment. Il regista spagnolo, considerato da molti l’erede di Luis Buñuel, ha nel tempo non solo fidelizzato un vasto pubblico, ma anche creato attorno a sé una famiglia cinematografica che torna spesso nei suoi lavori, offrendo continuità, maggiore empatia e anche poetica. Divertenti, grotteschi, melodrammatici, scorretti, passionali: tutti i personaggi del mondo di Almodóvar sono mossi dal desiderio, che sia per amore, per vendetta, per riscatto o per puro piacere. In attesa di vedere il suo nuovo lavoro, il mediometraggio “Strange way of life” con protagonisti Pedro Pascal e Ethan Hawke, e presto su MUBI, è il momento di godere di alcuni dei suoi film più importanti realizzati negli anni ‘80. Tornano infatti sul grande schermo dei cinema: “L’indiscreto fascino del peccato”, “Che ho fatto io per meritare questo?”, “La legge del desiderio”, “Donne sull’orlo di una crisi di nervi”, “Tacchi a spillo”.

L’INDISCRETO FASCINO DEL PECCATO

Esattamente 40 anni fa L’indiscreto fascino del peccato (Entre tinieblas) suscita grande scalpore e accende il dibattito alla Mostra del cinema di Venezia del 1983. La trama: dopo la morte per overdose del fidanzato, Yolanda, una cantante di flamenco, trova accoglienza nel piccolo convento madrileno delle redentrici umiliate, popolato da una variegata comunità di suore traviate, omosessuali, masochiste ed eroinomani che scrivono romanzi erotici sotto falso nome e viaggiano come corrieri della droga. La madre superiora è incaricata di trovare peccatrici da salvare, ma finisce sempre con l’innamorarsene. Ora è la volta di Yolanda…

CHE HO FATTO IO PER MERITARE QUESTO?

Con la commedia noir Che ho fatto io per meritare questo? (¿Qué he hecho yo para merecer esto?) il giovane Almodóvar va alla ricerca di quello che si cela dietro la facciata di una tranquilla famiglia spagnola. Al centro della trama c’è Gloria e il suo rapporto con la sua singolare famiglia: un marito che non la considera e che ha occhi per una cantante tedesca di mezza età di cui era il parrucchiere, un figlio adolescente che spaccia eroina, la suocera che tiene merendine e bottiglie d’acqua minerale sotto chiave e li vende alla famiglia, e due scrittori alcolizzati che cercano di scrivere le memorie di Hitler spacciandole per vere.

LA LEGGE DEL DESIDERIO

Indimenticabile melodramma dei sentimenti, La legge del desiderio (La ley del deseo), con un giovanissimo Antonio Banderas, vince il Teddy Bear al Festival di Berlino nel 1987 e rivela per la prima volta il regista spagnolo a un pubblico italiano sbalordito e pronto a lanciarne il culto. La trama: è una truce storia gay tra delitti, gelosie omosessuali, incesti ecc. Un regista che intrattiene una relazione con un giovane attore suscita le gelosie di un amante che uccide il rivale, sequestra la sorella dell’amato – che in realtà è il fratello travestito – e infine si uccide.

DONNE SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI

Almodóvar torna a Venezia con Donne sull’orlo di una crisi di nervi (Mujeres al borde de un ataque de nervios) nel 1988, la commedia degli equivoci che con oltre 50 premi, una nomination agli Oscar e record al Box Office di più paesi, consacra a livello internazionale il talento del regista spagnolo. La trama: Pepa viene lasciata da Ivan tramite un messaggio sulla segreteria telefonica. Decisa ad ottenere delle spiegazioni, la donna non si arrende e fa di tutto per rintracciarlo. Tra peripezie ed incontri con eccentrici personaggi, conosce anche la moglie ed il figlio di Ivan, offrendo a tutti un micidiale gazpacho corretto.

TACCHI A SPILLO

Con il giallo sentimentale e famigliare Tacchi a spillo (Tajones lejanos, 1991), il cinema di Almodóvar continua a graffiare, riprendendo le tematiche e l’estetica degli anni ’80 e aprendosi allo stesso tempo verso una nuova fase creativa. La trama: quindici anni dopo aver lasciato la figlia Rebecca a Madrid per inseguire la propria carriera, un’attrice ritorna in città per scoprire che la ragazza ha sposato un suo vecchio amore. Entrambe si ritrovano coinvolte nell’omicidio dell’uomo.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino

Margherita Bordino

Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in…

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