In questi giorni l’Ucraina è sotto i riflettori dei media mondiali a causa dell’invasione russa in atto nei suoi territori.

UNA PREMESSA DOVEROSA SULLA GUERRA IN ATTO

I civili vittime dei bombardamenti o costretti ad abbandonare le loro case, gli ospedali e i luoghi pubblici, lasciandosi tutto d’un tratto alle spalle una normale quotidianità, sono al centro dei nostri pensieri e delle nostre preoccupazioni. Nonostante ciò, ricordiamo che la cultura, i monumenti e il patrimonio storico di ogni Paese ne costituiscono l’ossatura, l’identità e la storia: un bagaglio attorno al quale si costituisce una nazione e un popolo, una testimonianza di ciò che è stato e il seme di quel che sarà.

I SETTE SITI UNESCO IN UCRAINA

Per questo non possiamo esimerci dal chiederci: cosa ne sarà dei siti UNESCO presenti in Ucraina? Quale patrimonio rischia di perdere l’umanità tutta a causa della violenta invasione in atto? In questo video, realizzato da Ukraїner, scopriamo così che dal 2020 sette siti ucraini – sei culturali e uno naturale – sono nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO. Tra questi ci sono chiese, foreste secolari e un centro storico. In particolare parliamo della magnifica cattedrale di Santa Sofia a Kiev, orgoglio e vanto della capitale, con le sue cupole in oro e verde, gli edifici monastici e la laura di Kievo Pechersk, minacciata dai bombardamenti russi; il centro storico di Lviv o Leopoli; l’Arco geodetico di Struve, catena di triangolazioni geodetiche che vanno da Hammerfest in Norvegia al Mar Nero, attraversando 10 nazioni, ideata e utilizzata dallo scienziato baltico-tedesco Friedrich Georg Wilhelm von Struve per determinare le esatte forme e dimensioni della Terra; le faggete primordiali e le foreste secolari dei Carpazi; la residenza dei metropoliti bukovini e dalmati a Černivci, con la sua Cappella di S. Ioan cel Nou di Suceava; le chiese in legno nella regione dei Carpazi; l’antica città di Tauric Chersoneso e la sua Chora.

IL PATRIMONIO IMMATERIALE UNESCO IN UCRAINA

Ma l’Ucraina vanta anche tre beni immateriali riconosciuti dall’UNESCO, parte della cultura e tradizione radicata in questo Paese. Parliamo della pittura di Petrykivka, decorazione tipica del villaggio di Petrykivka a Podniprovia, con cui la popolazione è solita adornare le case, gli oggetti di uso quotidiano e gli strumenti musicali, caratterizzata da fantasiosi disegni floreali e altri motivi naturali, ricchi di simbolismi. L’UNESCO ha riconosciuto patrimonio mondiale immateriale anche le canzoni cosacche che narrano campagne, battaglie e storia di vita vissuta, caratterizzate da melodie ripetitive e dallo stile di esecuzione lamentoso. Infine, ricordiamo la tradizionale ceramica dipinta di Kosiv, originaria del XVIII secolo nei villaggi di Hutsulshchyna, che si contraddistingue per la base di argilla bianca e i disegni in soli tre colori – verde, giallo e marrone – a simboleggiare rispettivamente le montagne, il sole e la terra. I motivi raffigurati esprimono la storia, la vita, il folclore, le credenze e le tradizioni degli Hutsul, nonché la flora e la fauna della regione circostante.

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Roberta Pisa
Vive a Roma dove si è laureata in Scienze politiche e Relazioni internazionali. Da sempre si occupa di cultura e comunicazione digitale. Dal 2015 è pubblicista e per Artribune segue le attività social.