Tra le meraviglie che si possono ammirare nella Reggia di Versailles ci sono tanti orologi di diversa fattura e origine. Con i loro ingranaggi e ticchettii contribuiscono a scandire lo scorrere inesorabile del tempo.

PALACE OF TIME: IL BRANO DI FAKEAR REALIZZATO A VERSAILLES

Sono proprio loro i protagonisti di Palace of Time, una hit di musica elettronica composta dal giovane musicista francese Fakear. Per realizzarla il dj ha trascorso diversi giorni nel castello, registrando i numerosi suoni provenienti da orologi a pendolo, sveglie, orologi da tavolo e ogni altro ingranaggio capace di segnare il tempo. Il mix di queste registrazioni, sapientemente cadenzato con suoni e ritmi di ispirazione orientale, tipici della musica di Fakear, sono alla base di questo brano. Il videoclip che lo accompagna svela in parte il making of del pezzo e mostra scorci aerei di Versailles, splendidi dettagli dell’edificio, giochi di luci nei giardini e nelle sale e persino le condotte idriche del più noto palazzo di Francia.

TORNA L’EVENTO “VERSAILLES ELECTRO”

Del resto non è la prima volta che la Reggia di Versailles accosta il suo nome e i suoi spazi alla musica elettronica. Già nel giugno 2019 si è tenuto il memorabile evento Versailles Electro, che ha portato un folto gruppo di clubber a riunirsi all’esterno della Galleria degli Specchi per ascoltare una line up composta dai migliori dj set francesi, come Breakbot x irfane, Busy P, Myd, So Me.
L’evento, che doveva ripetersi nel 2020, a causa della pandemia è stato più volte rinviato e si terrà ora il prossimo sabato 28 maggio 2022. Il programma è già noto: ad aprire la serata sarà L’Impératrice, seguiranno i pilastri della musica elettronica francese Kittin e Busy P. In chiusura è attesa l’esibizione del duo Justice. Il tutto avverrà ai piedi della Sala degli Specchi, sulle Terrazze che si affacciano sui giardini alla francese del castello più visitato del mondo.

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Roberta Pisa
Vive a Roma dove si è laureata in Scienze politiche e Relazioni internazionali. Da sempre si occupa di cultura e comunicazione digitale. Dal 2015 è pubblicista e per Artribune segue le attività social.