Il prossimo 10 dicembre 2021 apre al Metropolitan Museum di New York una straordinaria mostra dal titolo: Inspiring Walt Disney: The Animation of French Decorative Arts.

GLI OGGETTI E LE OPERE IN MOSTRA AL MET DI NEW YORK

L’esposizione indaga gli oggetti di fine artigianato da cui Walt Disney e i suoi disegnatori hanno tratto ispirazione per realizzare personaggi, dettagli e scenografie dei film d’animazione più amati di tutti i tempi: sessanta opere di arti decorative e design europei risalenti al XVIII secolo, dagli arazzi ai mobili, dagli orologi Boulle alle porcellane di Sèvres, saranno presentate insieme a 150 opere di produzione e su carta provenienti dalla Walt Disney Animation Research Library, dagli Archivi Walt Disney, dalla Walt Disney Imagineering Collection e persino dal Museo della famiglia Walt Disney.

LE FONTI DI ISPIRAZIONE PER “LA BELLA E LA BESTIA” E ALTRI FILM

Il percorso espositivo condurrà dunque gli spettatori a scoprire come la Disney abbia riportato nei suoi capolavori animati elementi e decori tipici dell’arte europea e in particolare dei motivi francesi: basta osservare i personaggi de La Bella e la Bestia, che quest’anno compie 30 anni, per comprendere come il servizi da tè, l’orologio o il candelabro parlanti riprendano in realtà le linee presenti nei colorati salotti Rococò di Parigi. Oppure sarà illustrata la presenza di cenni all’architettura neogotica in Cenerentola del 1950, o delle influenze medievali ne La bella addormentata nel bosco del 1959.

La mostra al MET aggiunge dunque un tassello interessante nella conoscenza dei film d’animazione che hanno incantato generazioni di bambini, proprio nell’anno in cui ricorrono i 120 anni dalla nascita del grande Walt Disney. A tal proposito ricordiamo che invece al MUDEC di Milano è in corso la mostra Disney. L’arte di raccontare storie senza tempo, visitabile fino al 3 febbraio 2022.

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Roberta Pisa
Vive a Roma dove si è laureata in Scienze politiche e Relazioni internazionali. Da sempre si occupa di cultura e comunicazione digitale. Dal 2015 è pubblicista e per Artribune segue le attività social.