Vincitore dell’Orso d’Argento al Festival di Berlino per il suo straordinario valore artistico, DOVLATOV – I libri invisibili arriva finalmente sugli schermi italiani distribuito da Satine Film. Il regista Alexey German Jr. (Orso d’Argento per il film Under the Electric Clouds, Leone d’Argento per Paper Soldier) per la prima volta volge lo sguardo verso la sua città, la Leningrado degli anni ’70, oggi San Pietroburgo, per ritrarre la vita culturale dei giovani autori dell’epoca.

Chi era Sergei Dovlatov, il protagonista del film

Attraverso la narrazione di Sergei Dovlatov emergono la frustrazione sua e quella dei suo amici scrittori (tra cui Josif Brodsky, Premio Nobel per la letteratura nel 1987) e il loro sentimento di oppressione nei confronti del regime brezneviamo, che li ha costretti a emigrare all’estero per poter dare voce alla propria vocazione artistica.
Dovlatov racconta sei giorni della vita del brillante e ironico scrittore Sergei Dovlatov, un autore che si è distinto per la capacità di vedere ben oltre i rigidi limiti della Russia Sovietica degli anni Settanta. Insieme all’amico e poeta Joseph Brodsky, Dovlatov ha lottato per preservare il proprio talento e la propria integrità, in un contesto culturale e sociale dove i suoi amici e colleghi artisti venivano schiacciati dalla volontà inossidabile della macchina dello Stato. Un contesto che, sia lui, sia Brodsky, si sarebbero presto lasciati alle spalle per fuggire alla volta dell’America, perdendo però così tutto quello che possedevano.

Il regista Alexey German Jr. spiega l’origine del film

“Ho cominciato a leggere le opere di Dovlatov molto tardi, quando avevo circa 26/27 anni, ma da quel momento le ho lette una dopo l’ altra, immergendomi totalmente nell’autore. Già da allora ho cominciato a maturare l’idea di realizzare un film su di lui, ma per circa quindici anni ho continuato a chiedermi come poterlo fare: Dovlatov è indiscutibilmente uno dei simboli degli ultimi 25 anni del XX secolo. È una superstar della letteratura russa e in molti lo ricordano come una persona straordinaria e al tempo stesso dall’humour sottile e dall’incredibile talento: è un vero peccato che non nascano più uomini come lui!”, racconta il regista. “Il film rivela un momento incredibilmente interessante della Leningrado degli anni ’70, un periodo di grande fermento e vivacità. Brodsky non era ancora partito per l’America, né Dovlatov per l’Estonia. C’erano ancora gli echi di libertà del periodo precedente, noto come “il disgelo”. I nostri personaggi sono ancora giovani, hanno trent’anni e sono pieni di energia. Anche se li vediamo fin dall’inizio esausti e con la barba lunga, non hanno ancora perso la speranza”.

DOVLATOV – I libri invisibili uscirà al cinema il 4 novembre, giorno in cui si celebra l’Unità Nazionale Russa e in coincidenze con le giornate narrate nel film.

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