Per gli amanti del genere l’attesa è finita: dopo un susseguirsi di teaser trailer, il trailer ufficiale del film The Matrix Resurrections è ora a tutti visibile. Si tratta del quarto film di quella che si pensava una trilogia, cominciata nel lontano 1999 con The Matrix e proseguita nel 2003 con The Matrix Reloaded e The Matrix Revolutions, usciti a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro.

The Matrix Resurrections

Il quarto film della saga non è più di entrambi i fratelli Wachowski, ora diventati sorelle dopo un cambio sesso, ma solo di Lana, che ha diretto e co-scritto il film insieme a David Mitchell e Aleksandar Hermon. La pellicola torna a raccontare le vicende di Neo (Keanu Reeves), l’eletto chiamato a salvare l’umanità dalle macchine. Dai frammenti di scene presenti nel trailer, il protagonista è in seduta psicoanalitica e racconta di “aver fatto dei sogni che non erano solo sogni” e si scatenano così una serie di flashback in cui si intravede la realtà oltre Matrix, il mondo simulato attraverso il quale i computer hanno soggiogato gli umani. Le scene sono ricche d’azione ed effetti speciali, tratto immancabile delle pellicole Matrix, mentre c’è un riferimento continuo alla favola di Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll.  Il film sarà visibile in Italia dal 1° gennaio 2022, mentre negli Stati Uniti l’uscita è fissata per il 12 dicembre 2021, data scelta per formare la sequenza 12/12/21, sia nelle sale che sulla piattaforma HBO.

Un film che fu un cult

Ci vuole coraggio a tornare con un sequel di un film che fu un vero caso cinematografico e culturale, dopo ben 22 anni e la stroncatura della critica per i capitoli secondo e terzo, ma The Matrix Resurrections vuole essere probabilmente un riscatto. Di certo sarà di nuovo l’occasione per riflettere sulla teoria della simulazione e, come accadde con The Matrix alla soglia del XX secolo, uno spunto per instillare nuovi interrogativi nell’opinione pubblica, oggi forse assopita a causa della pandemia.

 

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Roberta Pisa
Vive a Roma dove si è laureata in Scienze politiche e Relazioni internazionali. Da sempre si occupa di cultura e comunicazione digitale. Dal 2015 è pubblicista e per Artribune segue le attività social.