Nel 1950 Akira Kurosawa ha diretto Rashomon, film che sarebbe poi diventato un cult assoluto della storia del cinema. Nella pellicola, tratta da un testo dello scrittore Ryūnosuke Akutagawa, l’omicidio di un samurai viene raccontato da quattro testimoni diversi. Ognuno dei protagonisti sembra offrire un resoconto perfettamente plausibile, ma le storie non coincidono; la struttura del racconto, incentrata sulla moltiplicazione dei punti di vista, porta lo spettatore a riflettere sulla natura stessa del concetto di verità, oltre che sull’inevitabile soggettività dei ricordi umani.
È per questo che alcuni hanno parlato di “effetto Rashomon” per descrivere una situazione in cui gli individui coinvolti danno interpretazioni o descrizioni contraddittorie anche se plausibili, dimostrandosi tutti, in qualche modo, ugualmente inaffidabili.
In questo breve video della serie TED-Ed video diretto da Jeremiah Dickey, l’effetto Rashomon viene spiegato nel dettaglio da Sheila Marie Orfano.

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