MEET: apre a Milano il primo centro internazionale di cultura digitale. Nell’ex cinema Oberdan

Voluto da Fondazione Cariplo, proprietario dell’intera struttura, MEET si appresta a diventare un punto di riferimento del digitale applicato alla cultura umanistica. Al primo piano, un’impressionante installazione immersiva dell’artista Refik Anadol.

MEET, il nuovo centro di cultura digitale a Milano
MEET, il nuovo centro di cultura digitale a Milano

Chi è passato recentemente per Piazza Oberdan, in zona Porta Venezia, non avrà potuto fare a meno di notare che i lavori di ristrutturazione durati un anno, smantellando gli interni dello Spazio Oberdan, hanno dato vita a un luogo totalmente nuovo. Si tratta di MEET, il primo centro internazionale per la cultura digitale, supportato da Fondazione Cariplo, proprietaria dell’intero immobile. Un esperimento nuovo dalle enormi potenzialità: se, in particolare dopo lo scoppio della pandemia, il digitale pare essere il filo conduttore delle nostre esistenze, la sfida di MEET è quella di porre l’accento sulla cultura e sulle discipline umanistiche, potenziandone il linguaggio grazie alle tecnologie.

MEET, il nuovo centro di cultura digitale a Milano
MEET, il nuovo centro di cultura digitale a Milano

MEET: IL CENTRO DI CULTURA DIGITALE A MILANO

Humans MEET Digital” recita il claim del centro, ancora una volta nell’intenzionalità di mettere la tecnologia al servizio delle persone. “Ora più che mai, MEET è un presidio del digitale per superare l’isolamento e connettere Milano e l’Italia con il mondo. Non è “solo” una sede espositiva. MEET è una vera e propria content factory. È un laboratorio creativo aperto a tutti coloro che, in Italia e nel mondo, cerchino una piattaforma capace di progettare e produrre format digital-first e farli ‘rimbalzare’ ovunque”, spiega Maria Grazia Mattei, umanista, critica d’arte e presidente del nuovo centro milanese. Esperta di cultura digitale dagli anni Ottanta, è stata lei a ideare il concept di un centro dedicato al digitale, sostenendo la necessità di approfondire questa tematica – e trovando sostegno nella Fondazione Cariplo – fin da tempi non sospetti. “Il futuro si costruisce a partire dalla crescita delle persone e dalla possibilità che tutti avranno di accedere a occasioni di cultura e di apprendimento”, aggiunge Giovanni Fosti, Presidente di Fondazione Cariplo.“L’accesso alla connessione e la dimensione digitale giocano un ruolo assolutamente cruciale e specialmente in questo momento dobbiamo indirizzare tutte le nostre risorse di capacità e di creatività nella ricerca di nuovi approcci che supportino la connessione tra persone, comunità e attori sociali. La sfida di MEET, che Fondazione Cariplo sostiene fin dalla sua nascita, è tracciare questa nuova via: essere un luogo – fisico e virtuale – di innovazione culturale che mette al centro il fattore umano e lo potenzia creando nuove connessioni digitali”.

MEET, il nuovo centro di cultura digitale a Milano
MEET, il nuovo centro di cultura digitale a Milano

COM’È MEET: IL CENTRO DI CULTURA DIGITALE A MILANO

Nasce in un edificio di inizio Novecento situato in via Vittorio Veneto 2 e si sviluppa su 1500 metri quadrati distribuiti su tre piani. MEET vuole essere un centro dall’identità accogliente e inclusiva fin dalla prima impressione: affacciato sulla strada, comunica con l’esterno grazie alle sue ampie vetrate. L’illuminazione è uno degli elementi di maggior risalto, grazie al concept di Artemide. Il progetto di riqualificazione e interior design, invece, è stato affidato all’architetto Carlo Rattie al suo studio, il quale ha creato per MEET un ambiente che si avvicina all’idea di casa. Cuore del progetto è la Living Staircase, la scalinata che connette i tre piani (dotata anche di pulpito), capace di diventare volta teatro, spazio di lavoro o di scambio umano, pensata nel segno dell’interconnessione e della partecipazione. Non ancora attivo – ma lo sarà appena le norme anti contagio permetteranno la ripresa delle regolari attività – è il Bistrot ideato e gestito da Mare culturale urbano (centro di produzione artistica e culturale attivo nella zona ovest di Milano) con il concept Food Ballsdel food designer Martí Guixé e il design di Italo Rota.

IL CINEMA DI MEET: IL CENTRO DI CULTURA DIGITALE A MILANO

Elemento chiave di MEET – che va ad arricchire ulteriormente il quartiere di Porta Venezia – è anche lo spazio chiamato Theater, frutto della riqualificazione del precedente Cinema Oberdan: una sala di 200 posti – le cui poltrone sono state prodotte dalla stessa azienda che ha realizzato le sedute per il teatro La Fenice di Venezia e per La Scala di Milano – dotata di 15 proiettori che offrono immagini luminose in 4K per una proiezione frontale oppure continua, su tre pareti a 270°. La programmazione video verrà prossimamente divisa tra le attività di MEET, fino alle 4 del pomeriggio, e quelle della Cineteca Milano, che subentrerà per gli spettacoli serali con proiezioni inerenti al cinema contemporaneo. Nell’ottica di operare come un laboratorio creativo, il nuovo centro di Porta Venezia è dotato anche di uno studio di produzione di materiale audio visivo e di spazi espositivi, che verranno “riempiti” prossimamente con il lavoro di artisti e performer.

MEET, il nuovo centro di cultura digitale a Milano
MEET, il nuovo centro di cultura digitale a Milano

REFIK ANADOL PER MEET, CENTRO DI CULTURA DIGITALE A MILANO

Per la prima volta in Italia, l’artista turco di base a Los Angeles Refik Anadol espone Renaissance Dreams– visitabile su prenotazione fino al 10 gennaio 2021 – un’opera digitale immersiva di grande impatto installata al primo piano di MEET. La video installazione, proiettata sulla quasi totalità delle quattro pareti della grande stanza, è il risultato di un archivio open source di innumerevoli immagini che rappresentano opere d’arte e d’architettura del Rinascimento. Una volta mixate, grazie a diversi software sviluppati dall’artista e dal suo team tecnico, il risultato è un flusso ipnotico nel quale la storia dell’arte italiana si mescola con effetti e suoni originali. Un messaggio di bellezza e rinascita culturale che MEET vuole lanciare al paese in un momento minato dal dolore e dall’incertezza per il futuro.

-Giulia Ronchi

MEET
Viale Vittorio Veneto 2, Milano
www.meetcenter.it

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.