Welcome to the Dark Ages. Il documentario che celebra il ritorno dei KLF

0
456

Bill Drummond e Jimmy Cauty, storici fondatori della controversa band KLF, tornano alla ribalta con un nuovo folle progetto, raccontato in un documentario. Ecco il trailer

I KLF rifuggono da classificazioni univoche perché da sempre trasversali e attivi in molteplici discipline. Conosciuti soprattutto per la musica che hanno prodotto tra la fine degli anni Ottanta e i primi Novanta, i KLF hanno sempre portato avanti dissacranti operazioni artistiche con l’intento di muoversi in un sistema mainstream per poterne sgretolare le fondamenta dall’interno (ne è un esempio lampante il loro stesso nome, acronimo che sta per Kopyright Liberation Front).
Anche dopo lo scioglimento della band (avvenuto nel 1992), i due fondatori – Bill Drummond e Jimmy Cauty – hanno continuato a mettere in scena performance dal sapore anticapitalista attraverso l’istituzione della K Foundation. Con questo nome hanno firmato iniziative come il K Foundation Art Award, che consisteva in un premio di quarantamila sterline da assegnare al peggiore artista dell’anno (vincita che fu assegnata, il 23 novembre 1993, a Rachel Whiteread, fresca di Turner Prize), e l’eclatante distruzione – avvenuta il 23 agosto 1994 nel camino di una casa situata sull’isola scozzese di Jura – di tutti i soldi guadagnati con la loro musica, ovvero un milione di sterline.

KLF
I KLF

LA BAND CHE HA BRUCIATO UN MILIONE DI STERLINE

Come viene raccontato anche dallo scrittore inglese John Higgs nel suo The KLF: Chaos, Magic and the Band who Burned a Million Pounds (pubblicato in Italia da NERO con il titolo Complotto! Caos, magia e musica house), l’intera opera dei KLF è permeata, in realtà, da un’aura mistico/magica che affonda le radici tanto nei precetti del Situazionismo quanto nelle teorie proprie del discordianesimo (religione parodistica che poneva il caos al centro di ogni cosa, fondata in America nel 1963) implicando la costante messa in scena di azioni ritualistiche sempre in bilico tra la follia e un’inspiegabile consapevolezza intrinseca.
Fatta eccezione per una piccola apparizione avvenuta nel 1997 presso il Barbican Centre di Londra, l’episodio del rogo ha sancito la fine della collaborazione tra Drummond e Cauty, causando un silenzio durato ben ventitre anni (a questo punto è forse d’obbligo precisare che il 23 è un numero dai forti connotati magici nonché strettamente legato alla divinità greca Eris, la dea della discordia). Nel 2017, la famigerata coppia è infatti tornata alla ribalta annunciando l’impresa epica che sarà raccontata in Welcome to the Dark Ages, documentario incentrato interamente sul mito dei KLF ora disponibile online.

KLF - The People’s Pyramid
KLF – The People’s Pyramid

COMPRA ORA, MUORI PIÙ TARDI

Diretto dal regista Paul Duane, il film si focalizza principalmente su The People’s Pyramid, progetto che prevede la costruzione di una piramide costituita da 34.592 mattoni (indovinate qual è il numero che si ottiene sommando tutte le cifre?) contenenti, al loro interno, 23 grammi di ceneri umane. Per chi fosse interessato a prendere parte alla folle iniziativa, online è possibile acquistare un mattone per soli 99£, con tanto di certificato, al grido di “Buy Now, Die Later” (compra ora, muori più tardi). Per tutti coloro che sono comunque interessati alle gesta dei KLF è caldamente consigliata la visione del loro canale YouTube sul quale è possibile trovare videoclip e spettacoli live caricati in alta definizione. Il documentario, invece, è disponibile per l’acquisto e il noleggio sul sito Burning Bridges.

– Valerio Veneruso 


www.mumufication.com
Welcome to the Dark Ages – il documentario

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.