Che il 2020 sia un anno a dir poco sventurato è fuori discussione. Ciononostante, per fortuna esiste anche chi riesce a prendere ispirazione dalla particolarità del momento per creare qualcosa di nuovo. È il caso dell’ultima sfilata di Moschino, realizzata interamente in miniatura. Come ha affermato lo stesso direttore artistico della maison Jeremy Scott, il concept dell’intera collezione Primavera/Estate 2021 nasce dalla consapevolezza di star attraversando un periodo in cui la normalità è stata sovvertita e, nel quale bisogna partire dalle cose piccole per crearne di nuove e più interessanti. Prodotto grazie alla magistrale bravura della Jim Hanson’s Creature Shop (fondata nel 1979 dall’omonimo papà dei famosissimi Muppets), il particolare fashion show si avvale di burattini e ambienti in scala ridotta proprio per concentrare l’attenzione su questo concetto.

IL MONDO DELLA MODA IN VERSIONE RIDOTTA

Lo stesso disegno degli abiti esibiti mette in risalto elementi che solitamente vengono nascosti, come i risvolti e le zip posteriori; lo spiazzante stravolgimento di una certa quotidianità lo si percepisce in questi dettagli, che toccano anche gli stessi personaggi del video-evento (si può infatti notare una Chiara Ferragni intenta a brandire uno smartphone rovesciato oppure un quadernetto per gli appunti utilizzato in maniera atipica). A dare inizio allo spettacolo è proprio lo stesso Scott che, attratto dai richiami del suo alter ego-pupazzo, ne diviene primo spettatore. Oltre alla già citata Ferragni, tra gli invitati alla manifestazione spiccano i volti di alcune figure tra le più rilevanti del mondo dell’alta moda, tra cui la stilista Carlyne Cerf de Dudzeele, la direttrice di Vogue Anna Wintour, il caporedattore di British Vogue Edward Enninful e la direttrice di Vogue Japan Anna Dello Russo.

– Valerio Veneruso

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.