E se anche Springfield fosse in quarantena? Sembra questa la domanda nascosta dietro l’ultima “couch gag” dei Simpson, la mitica serie d’animazione ideata da Matt Groening alla fine degli anni Ottanta e giunta quest’anno alla sua 31esima stagione.
La sigla iniziale dell’episodio andato in onda ieri (19 aprile) negli Stati Uniti, presenta infatti la celebre “famiglia gialla” alle prese con la realtà virtuale. Solitamente composto dall’iconica canzone d’apertura e dall’immancabile gag del divano, la scenetta è stata trasformata in un vero e proprio trip futuristico che Homer e compagni intraprendono grazie a degli speciali visori VR. Indossati gli occhiali, i cinque personaggi vengono catapultati in una sequenza di avventure estreme: Bart fa snowboard su una montagna, Marge surfa tra le onde mentre Lisa, aspirante scienziata ed ecologista, nuota insieme alle balene nell’oceano.

UNA VERSIONE TECHNO-FUNK

Ma c’è di più. L’intero spezzone presenta una delle grafiche più belle (e ambiziose) mai realizzate nella storia della sitcom. I singoli protagonisti appaiono infatti di colore blu e bianco; il disegno è marcato e spigoloso, lontano dallo stile “cartoonesco” a cui eravamo abituati. La base musicale è invece un pezzo techno-funk della band elettronica The Glitch Mob, dal titolo We Can Make The World Stop.
Alla fine del viaggio psichedelico i cinque personaggi si ritrovano tutti insieme, come da tradizione, sul divano della propria abitazione, accorgendosi di non essersi mai mossi di casa. Un richiamo (forse casuale, ma calzante) alla quarantena, e un omaggio a tutti quelli che in questi giorni stanno cercando soluzioni per viaggiare e uscire dalle quattro mura domestiche, almeno con la fantasia.

– Alex Urso

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Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura (Accademia di Belle Arti di Brera). Laureato in Lettere Moderne (Università di Macerata, Università di Bologna). Corsi di perfezionamento in Arts and Heritage Management (Università Bocconi) e Arts and Culture Strategy (Università della Pennsylvania). Tra le istituzioni con cui ha collaborato in questi anni: Zacheta - National Gallery of Art di Varsavia, Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, Padiglione Polacco - 16. Mostra Internazionale di Architettura Biennale di Venezia, Fondazione Benetton (catalogo “Imagus Mundi”), Adam Mickiewicz Institute. Nel 2017 è stato curatore della “Biennale de La Biche”. Dal 2014 scrive di arte per Artribune. Sempre per Artribune cura “Fantagraphic”, la rubrica di fumetti del sito. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali.