Francesco Di Giovanni e la metafora della ricollocazione

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Un video d’artista che riflette sul tema dell’appartenenza e della ricollocazione. Protagonista una giovane ragazza etiope con una bandiera europea. L’autore è un artista siciliano da tenere d’occhio.

The Flag relocation di Francesco Di Giovanni (Catania, 1991) è un’opera che sta attirando su di sé molta attenzione. Esposta lo scorso anno a Catania alla Fondazione Brodbeck e a Guarene d’Alba dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, è attualmente in mostra, fino al 16 novembre, alla galleria Maria Livia Brunelli di Ferrara.
Protagonista del video, che vi mostriamo in queste pagine, è Sami, una giovinetta etiope di dieci anni che, col il nastro ‘fragile’, imballa la bandiera europea. Con questo nastro Sami sembra voler tenere insieme le singole unità di una comunità sempre a rischio di andare in pezzi. Delle dodici stelle originarie alla fine ne resta solo una: rappresenta l’ancora di salvezza a cui la piccola Sami si è aggrappata per cominciare una nuova vita: è quella dell’Italia, il Paese dove è stata adottata e che le ha permesso di ricostruirsi una famiglia.

PER UNA FILOSOFIA DELLA MIGRAZIONE

In Occidente da sempre l’Io si definisce per contrasto con il Non Io: lo straniero, colui che che non è ‘uno di noi’, in un processo di autocomprensione oppositivo. The Flag Relocation sovverte questa prospettiva proponendo il punto di vista che la giovane migrante ha dell’Europa. “Anche la coppia freudiana Heimlich (a casa propria, confortevole) / Unheimlich (non a casa propria, perturbante) viene ribaltata” spiega la curatrice Maria Chiara Wang, “The flag relocation è l’ultimo capitolo di una ricerca artistica fondata sul tema della ricollocazione. Grazie alla metafora del trasloco, estesa negli anni ad ambiti e contesti differenti, Di Giovanni si fa portavoce di una filosofia della migrazione argomentata visivamente mediante la produzione di media eterogenei come performance, fotografia, video e installazioni”.
Già in precedenza il giovane autore siciliano aveva utilizzato come bussola artistica il concetto di ricollocazione: una modalità di cambiamento che può essere dolorosa, ma anche rappresentare un sospiro di sollievo, un’opportunità, una meta agognata.

– Aldo Premoli

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Aldo Premoli
Milanese di nascita, vive tra Noto e Cernobbio. E poi New York e Washington dove lavorano i suoi figli. Tra il 1989 e il 2000 dirige periodici specializzati nel settore tessile abbigliamento come “L’Uomo Vogue”. Nel 2001 fonda Apstudio, che fornisce consulenze ad aziende e associazioni industriali italiane e straniere. Nel 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte, scienza ed etica. Blogger di Huffington Post ha fondato a Catania, l’Onlus Mediterraneo Sicilia Europa che si occupa di integrazione scolastica di minori in difficoltà.