Occhio critico era una serie trasmessa dalla Televisione svizzera nella seconda metà degli Anni Settanta. Protagonista dei corsivi sull’arte in versione video era nientemeno che un giovane Umberto Eco, alle prese con interessanti riflessioni su linguaggi passati e contemporanei.
In questo filmato, che si può trovare su Youtube, il celebre semiologo concentra la sua attenzione sul kitsch, cercando di spiegarne la complessa etimologia e le diverse manifestazioni. Per arrivare a coniare una sua definizione del genere, a cui Gillo Dorfles dedicò un celebre volume nel 1968 (Il Kitsch. Antologia del cattivo gusto), Eco si serve di una serie di riproduzioni della Gioconda: dalle statue di un museo delle cere, alle confezioni dei cibi, alle custodie per occhiali. Infine, confronta questi oggetti con la celebre Monna Lisa baffuta di Marcel Duchamp, che però rappresenta un caso totalmente diverso, anzi opposto. “Il kitsch”, spiega, “è la menzogna nell’arte. Ma il caso di Duchamp è diverso. L’ironia fatta sulla moda e sulla falsificazione della Gioconda. Non è menzogna, anzi è una denuncia della menzogna”.

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