I rifiuti in plastica sono “diamanti istantanei”, un mappamondo ammaccato diventa una “lacrima per il global warming” e le forbici uno strumento per separare “il bene dal male”. Una vulcanica Pipilotti Rist (1962) accompagna le telecamere del Louisiana Museum di Copenhagen in un lungo tour attraverso il suo studio in Svizzera, un grande spazio pieno di oggetti e materiali di ogni tipo. Dai tessuti ai costumi, dai campanacci alle viti, fino a una collezione di rifiuti in plastica e polistirolo con cui realizza grandi installazioni ambientali. Non poteva mancare, infine, la biancheria intima, che l’artista ha spesso utilizzato per costruire lampadari e altri oggetti luminosi.
La mostra in corso a Copenhagen, aperta fino al prossimo 23 giugno, si intitola Åbn min lysning (Open My Glade) ed è la prima grande retrospettiva della Rist nei paesi scandinavi, un percorso che copre l’intera carriera, dai primi lavori su schermo televisivo fino alle grandi installazioni immersive che coinvolgono ampi spazi con oggetti e proiezioni.

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AutorePipilotti Rist
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