Sip my ocean, l’ultima grande retrospettiva che il Museum of Contemporary Art di Sydney ha voluto dedicare alla pioniera della videoarte Pipilotti Rist (Grabs, 1962), ha lanciato, due giorni prima dell’apertura ufficiale, un’iniziativa che ha arricchito il già complesso progetto espositivo di una possibilità di fruizione del tutto eccezionale. Lo scorso 30 ottobre infatti le porte del museo australiano sono state aperte esclusivamente a bambini e ragazzi, accolti da una lunga fila di palloncini colorati e dalla stessa Rist.
Le installazioni proposte, che coprono trent’anni di attività dell’acclamata artista svizzera, sono state vissute in maniera unica, fornendo ai giovani spettatori un intero mondo da esplorare. Costituita in prevalenza da spazi immersivi, la mostra si avvale anche della ricostruzione di ambienti intimi e domestici da poter attraversare e condividere. Il forte impatto visivo dei lavori di Pipilotti Rist si è rivelato estremamente divertente per i piccoli ospiti che, proprio grazie alla loro curiosità priva di strutture preconcette, si dimostrano molto più disposti a farsi coinvolgere dall’arte rispetto agli spettatori più maturi.
Questa esperienza rappresenta solo l’ultimo esperimento di una serie: numerose importanti istituzioni museali, infatti, per avvicinare anche i giovanissimi all’arte contemporanea, hanno messo in campo progetti simili. Tra le tante sicuramente va menzionata la Tate di Londra che con il programma Tate Kids offre numerose attività didattiche destinate a coloro che potrebbero un giorno diventare gli artisti del futuro.

– Valerio Veneruso

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AutorePipilotti Rist
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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo. Tra le mostre recenti: la personale RUBEDODOOM – Per tutti e per nessuno (Metodo Milano, Milano, a cura di Maurizio Bongiovanni, 2020) e le collettive, Existance Resistence (mostra virtuale su Instagram a cura di Giovanna Maroccolo e Patrick Lopez Jaimes, 2022), The Struggle is Real (Green Cube Gallery e Fondazione Spara, a cura di Clusterduck, 2021), Rifting (a cura di Federico Poni e Federica Mirabella per la quinta edizione di The Wrong Biennale, 2021), ISIT.exhi#001 (Spazio In Situ, Roma, a cura di ISIT Magazine, 2021), e Art Layers (progetto espositivo su Instagram curato da Valentina Tanni per il decennale di Artribune). Tra le principali esperienze curatoriali: lo screening video Melting Bo(un)d(ar)ies (Cappella di Santa Maria dei Carcerati, Palazzo Re Enzo, Bologna, 2022), il progetto di newsletter mensile IMMAGINARIA – Un altro mondo (per l’arte è possibile (commissionato dall’Associazione culturale di arte contemporanea TRA – Treviso Ricerca Arte, 2020/2021), le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019), e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018) e il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Ha collaborato con diverse realtà editoriali come Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.