Ipervisualità. Sei opere di videoarte in un palazzo storico a Milano

0
2243

Tra le sale maestose di Palazzo Dugnani, impreziosite dagli affreschi di Giovanni Battista Tiepolo, una sequenza di sei video di quattro artisti. Le opere arrivano a Milano grazie a una collaborazione tra la Collezione Wemhöner, una delle più importanti della Germania, e il Comune di Milano. In questo video, il report e le interviste.

Yang Fudong (1971) porta a Milano il suo impalpabile New Women (2013). Si tratta di una video installazione a 5 canali dal forte impatto visivo che evoca le atmosfere della Shangai Anni Trenta. Figure di donne, immerse nei dettagli algidi del loro quotidiano, compiono gesti lenti ed eleganti, circondate da fiori, bonsai, resti di un tempio e oggetti comuni. Un film in bianco e nero che rappresenta il tempo e una distanza impossibile da determinare, quasi sospesa e “invisibile”.

I MASBEDO TRA LENNON E LA GALLERIA SABAUDA

Il duo italiano Masbedo (Nicolò Massazza, 1973; Iacopo Bedogni, 1970) protagonista della copertina del catalogo, è in mostra con due lavori, inconfondibili nel loro stile. 2’59’’ (2014) documenta la distruzione del disco Imagine di John Lennon e analizza in modo riflessivo gli interventi sul materiale e sulla forma musicale. Nella maestosa Sala Tiepolo troviamo invece Fragile, girato nel 2016 alla Galleria Sabauda di Torino. Il video è una riflessione sull’importanza della bellezza, rappresentata proprio nel momento del suo declino. Il protagonista, un pavone morente, viene accudito dal suo tutor e accompagnato a visitare delle opere d’arte. L’accostamento tra l’opera dei Masbedo e la pittura di Tiepolo fa pensare alle simili atmosfere messe in scena dalla mostra Life Death Rebirth, che ha accostato Bill Viola e Michelangelo alla Royal Academy of Arts di Londra.

ARTE, POTERE E DENARO

Anche il tedesco Julian Rosefeldt (1965) è presente con due opere: Deep Gold (2013/14) e The Swap (2015). Il primo è un film in bianco e nero di 18 minuti che si ispira a L’âge d’or (1930) di Luis Buñuel, omaggiandolo e ampliandone l’orizzonte tematico in modo sublime. The Swap gioca invece con il cliché dei gangster, mostrando uno scambio di valigie contenenti droga e soldi. I gangster sono in realtà dei ballerini e il video, girato a Berlino, si ispira al film Heat di Michael Mann.
Isaac Julien (1960) con Playtime (2014) affronta il tema del grande crack finanziario del 2008, ispirandosi al film omonimo di Jacques Tati del 1967. Si tratta di un’analisi molto raffinata sul carattere astratto del concetto di capitale nell’epoca del digitale. Si citano gli artisti, visti come esseri suscettibili e fragili, e si sottolinea come la loro arte sia sempre più profondamente influenzata dai meccanismi economici, come da un flusso di realtà sempre in movimento. Nel film ci sono due apparizioni speciali: quella dell’attore James Franco e quella di Simon De Pury, famoso banditore d’asta, che interpreta se stesso.

– Francesca Francone Maitreya

Evento correlato
Nome eventoIpervisualità. Quando l'invisibile diventa visibile
Vernissage03/04/2019 ore 18.30 su invito
Duratadal 03/04/2019 al 03/05/2019
Autori Masbedo, Yang Fudong, Isaac Julien, Julian Rosefeldt
Generiarte contemporanea, collettiva
Spazio espositivoPALAZZO DUGNANI
IndirizzoVia Manin 2, 20121 - Milano - Lombardia
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Francesca Francone Maitreya
Francesca Francone Maitreya è architetto dal 2000 e giornalista pubblicista dal 2001. Si è laureata al Politecnico di Milano e ha conseguito nel 2002 un Master in Arte contemporanea, curatela e arti visive all’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha esordito come giornalista e conduttrice per Telelombardia, E! Entertainment, Mediolanum Channel. E’ stata inviata a Mediaset e in Rai. Per Discovery Real Time SKY, ha presentato “Tutto in un week-end”, format TV di viaggi, Arte e Architettura (le sue passioni) ed il programma “Il Navigatore” per Radio 24. Attualmente segue nuovi progetti in ambito artistico e musicale, continuando con entusiasmo le sue attività di presentatrice e produttrice.