L’azienda statunitense MedMen, leader nel settore della produzione e della commercializzazione della cannabis legale, ha commissionato al visionario Spike Jonze uno spot che è allo stesso tempo una campagna di sensibilizzazione. Realizzato in collaborazione con il celebre attore e attivista Jesse Williams (noto soprattutto per il suo ruolo nella serie televisiva Grey’s Anatomy), voce narrante del video, il corto ripercorre la storia del consumo di marijuana, nel tentativo di analizzare le diverse modifiche che il concetto di “normalità” ha dovuto subire nel tempo. Attraverso l’uso di fluidi e coinvolgenti piani-sequenza, lo spettatore viene accompagnato all’interno di sorprendenti diorami / tableaux vivants per scoprire da vicino curiosità, ingiustizie e benefici che da sempre caratterizzano la pianta della canapa. Si parte con un episodio che vede protagonista il primo Presidente degli Stati Uniti d’America George Washington, dedito alla coltivazione di marijuana, per poi passare al 1936, anno in cui fu prodotto il film propagandistico Reefer Madness, simbolo dell’ottusità del proibizionismo americano. Arriviamo infine ai giorni nostri, segnati da una folle severità delle pene, che possono prevedere fino a venticinque anni di reclusione per chi viene sorpreso in possesso di cannabis.
Il viaggio spazio-temporale che la macchina da presa di Jonze ci offre ha l’obiettivo di farci ragionare sul fatto che la marijuana possa rivelarsi qualcosa di utile, non solo in ambito medico-terapeutico, ma anche economicamente. Il video spiega infatti come, regolamentando un mercato che è attualmente “nero” e gestito dalla criminalità, si potrebbero creare risorse e posti di lavoro. In questo caso il passaggio da “simbolo di una controcultura” a “emblema di una cultura” determinerebbe così, per la storia della cannabis, la nascita di una nuova idea di normalità.

– Valerio Veneruso

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Valerio Veneruso
Artista visivo, VJ, grafico freelance e curatore indipendente, Valerio Veneruso nasce a Napoli nel 1984. Formatosi presso l’Accademia di Belle Arti, si sposta a Venezia dove nel 2012 si laurea in Arti Visive all’Università IUAV. 

Co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012) e del progetto editoriale Banane – Fanzine, in collaborazione con Davide Spillari, (2016). Sempre nel 2016 ha diretto il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova). È stato assegnatario di un atelier presso la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia per l’anno 2015/2016 dove ha potuto curare il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa mostra conclusiva TorchioFolks.
Recentemente ha vinto il premio per la migliore proposta grafica in occasione della 100ma Collettiva Giovani Artisti della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia.

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