L’azienda statunitense MedMen, leader nel settore della produzione e della commercializzazione della cannabis legale, ha commissionato al visionario Spike Jonze uno spot che è allo stesso tempo una campagna di sensibilizzazione. Realizzato in collaborazione con il celebre attore e attivista Jesse Williams (noto soprattutto per il suo ruolo nella serie televisiva Grey’s Anatomy), voce narrante del video, il corto ripercorre la storia del consumo di marijuana, nel tentativo di analizzare le diverse modifiche che il concetto di “normalità” ha dovuto subire nel tempo. Attraverso l’uso di fluidi e coinvolgenti piani-sequenza, lo spettatore viene accompagnato all’interno di sorprendenti diorami / tableaux vivants per scoprire da vicino curiosità, ingiustizie e benefici che da sempre caratterizzano la pianta della canapa. Si parte con un episodio che vede protagonista il primo Presidente degli Stati Uniti d’America George Washington, dedito alla coltivazione di marijuana, per poi passare al 1936, anno in cui fu prodotto il film propagandistico Reefer Madness, simbolo dell’ottusità del proibizionismo americano. Arriviamo infine ai giorni nostri, segnati da una folle severità delle pene, che possono prevedere fino a venticinque anni di reclusione per chi viene sorpreso in possesso di cannabis.
Il viaggio spazio-temporale che la macchina da presa di Jonze ci offre ha l’obiettivo di farci ragionare sul fatto che la marijuana possa rivelarsi qualcosa di utile, non solo in ambito medico-terapeutico, ma anche economicamente. Il video spiega infatti come, regolamentando un mercato che è attualmente “nero” e gestito dalla criminalità, si potrebbero creare risorse e posti di lavoro. In questo caso il passaggio da “simbolo di una controcultura” a “emblema di una cultura” determinerebbe così, per la storia della cannabis, la nascita di una nuova idea di normalità.

– Valerio Veneruso

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo. Tra le mostre recenti: la personale RUBEDODOOM – Per tutti e per nessuno (Metodo Milano, Milano, a cura di Maurizio Bongiovanni, 2020) e le collettive, Existance Resistence (mostra virtuale su Instagram a cura di Giovanna Maroccolo e Patrick Lopez Jaimes, 2022), The Struggle is Real (Green Cube Gallery e Fondazione Spara, a cura di Clusterduck, 2021), Rifting (a cura di Federico Poni e Federica Mirabella per la quinta edizione di The Wrong Biennale, 2021), ISIT.exhi#001 (Spazio In Situ, Roma, a cura di ISIT Magazine, 2021), e Art Layers (progetto espositivo su Instagram curato da Valentina Tanni per il decennale di Artribune). Tra le principali esperienze curatoriali: lo screening video Melting Bo(un)d(ar)ies (Cappella di Santa Maria dei Carcerati, Palazzo Re Enzo, Bologna, 2022), il progetto di newsletter mensile IMMAGINARIA – Un altro mondo (per l’arte è possibile (commissionato dall’Associazione culturale di arte contemporanea TRA – Treviso Ricerca Arte, 2020/2021), le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019), e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018) e il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Ha collaborato con diverse realtà editoriali come Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.