Ebbene sì, che piaccia o meno, Spike Jonze (Rockville, USA, 1969) non ne sbaglia una. Così, dopo la regia dell’eccentrico spot per la fragranza firmata Kenzo, torna a far parlare di sé attraverso un altro video commerciale. A rappresentare l’oggetto capace di aprire le porte del mondo dei sogni questa volta non è un flacone di profumo, bensì HomePod, l’ultimo arrivato in casa Apple. Commissionato dal colosso hi-tech di Cupertino, Welcome home (questo il titolo del cortometraggio) nasce con l’intenzione di pubblicizzare il nuovo altoparlante smart capace di interagire con l’utente grazie a Siri, il celebre software di assistenza digitale sviluppato proprio dalla stessa Apple.
Più vicino ai linguaggi propri del cinema piuttosto che a quelli della pubblicità tradizionale, il video si apre con la protagonista, interpretata dalla celebre cantante e ballerina inglese FKA Twigs (Cheltenham, UK, 1988), intenta a tornare a casa in solitudine dopo una dura giornata di lavoro. Una volta entrata nell’appartamento, costellato da stampe grafiche ed elementi geometrico/decorativi che sembrano preannunciare ciò che avverrà di lì a poco, si avverte subito un senso di malinconia che si manifesta nel momento in cui la donna chiede a Siri di suonare un brano che possa piacerle.

IL MONDO IN UN GLITCH

Così come in Her, film del 2013 che valse a Jonze l’Oscar per la categoria “migliore sceneggiatura originale”, anche qui l’unica relazione vera che il personaggio principale sembra avere è con un’intelligenza artificiale. La richiesta viene accolta e dallo speaker iniziano ad uscire le note di Til it’s over, l’ultimo brano del giovane rapper e producer statunitense Anderson Paak (Oxnard, California, 1986), mentre nel frattempo la nostra protagonista si è preparata qualcosa da bere in tranquillità seduta sul suo divano. A un certo punto però i cubetti di ghiaccio contenuti all’interno del bicchiere di vetro accennano un movimento vorticoso, la mano di lei inizia a muoversi sul ritmo della canzone fino a quando non accade qualcosa di stupefacente. Le azioni della ragazza, con sua grande meraviglia, danno infatti inizio a una danza in grado di deformare oggetti e superfici generando forme proprie dell’estetica glitch. E così a ogni passo l’intero ambiente subisce una vera e propria metamorfosi rivelando volumi e colori nuovi che ricordano le geometrie che si possono trovare in opere di artisti contemporanei come Jim Lambie, Faig Ahmed, Sol Lewitt o Gerhard Richter. A cavallo tra dimensione onirica e pura introspezione, la coreografia, che spesso ammicca all’approccio user friendly tipico dei prodotti Apple, arriverà a portare la protagonista in uno spazio meno luminoso e colorato del precedente, ponendola faccia a faccia con se stessa e, di conseguenza, con le proprie insicurezze.

– Valerio Veneruso

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Valerio Veneruso
Artista visivo, VJ, grafico freelance e curatore indipendente, Valerio Veneruso nasce a Napoli nel 1984. Formatosi presso l’Accademia di Belle Arti, si sposta a Venezia dove nel 2012 si laurea in Arti Visive all’Università IUAV. 

Co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012) e del progetto editoriale Banane – Fanzine, in collaborazione con Davide Spillari, (2016). Sempre nel 2016 ha diretto il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova). È stato assegnatario di un atelier presso la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia per l’anno 2015/2016 dove ha potuto curare il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa mostra conclusiva TorchioFolks.
Recentemente ha vinto il premio per la migliore proposta grafica in occasione della 100ma Collettiva Giovani Artisti della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia.

2 COMMENTS

  1. Ennesima stategia per annullare la bellezza della vita reale a favore di un’allienzione da device… una bella scatola colorata senza vita … ne vedremo delle belle nel nostro prossimo futuro …

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