Dopo il debutto con Smash and Grab, incentrato sui legami emotivi delle intelligenze artificiali, e il successivo Purl, che tocca la tematica del sessismo negli ambienti di lavoro, la Pixar continua a lanciare nuovi talenti dell’animazione contemporanea con il progetto sperimentale Spark Shorts (letteralmente “Corti brillanti”). Il progetto, che garantisce un finanziamento per ogni professionista candidato, prevede, nell’arco di sei mesi, la realizzazione di alcuni cortometraggi della durata di sette minuti sotto la supervisione della Pixar stessa. Il terzo lavoro prodotto, inserito in questa prima serie formata da sei cortometraggi, è un’opera commovente firmata da Rosana Sullivan: Kitbull. Sebbene sia realizzato in 2D con tecniche solitamente distanti dal modus operandi proprio della Pixar (più affini in qualche modo ai personaggi dei film di Miyazaki), il corto risulta in linea con gli standard del colosso americano per la sensibilità dimostrata nell’affrontare particolari tematiche.
Il protagonista è un irresistibile gattino, tanto spavaldo quanto buffo, e il corto narra la storia di un’amicizia fuori dagli schemi: quella tra un felino e un pitbull. Ispirato da vicende autobiografiche della regista, che da piccola ha avuto difficoltà nel riuscire a stabilire dei contatti con il mondo esterno, il corto tocca un tema molto drammatico: quello della violenza sugli animali, e più nello specifico dei combattimenti clandestini tra cani. Il risultato finale è davvero un piccolo capolavoro in grado di rimanere impresso nella memoria dello spettatore, non solo per la profonda simpatia del gatto protagonista (la cui espressività, determinata da elementi minimali, è davvero eccezionale), ma soprattutto per l’alto livello di empatia che l’intera opera riesce a trasmettere.

– Valerio Veneruso

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www.pixar.com/sparkshorts

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo. Tra le mostre recenti: la personale RUBEDODOOM – Per tutti e per nessuno (Metodo Milano, Milano, a cura di Maurizio Bongiovanni, 2020) e le collettive, Existance Resistence (mostra virtuale su Instagram a cura di Giovanna Maroccolo e Patrick Lopez Jaimes, 2022), The Struggle is Real (Green Cube Gallery e Fondazione Spara, a cura di Clusterduck, 2021), Rifting (a cura di Federico Poni e Federica Mirabella per la quinta edizione di The Wrong Biennale, 2021), ISIT.exhi#001 (Spazio In Situ, Roma, a cura di ISIT Magazine, 2021), e Art Layers (progetto espositivo su Instagram curato da Valentina Tanni per il decennale di Artribune). Tra le principali esperienze curatoriali: lo screening video Melting Bo(un)d(ar)ies (Cappella di Santa Maria dei Carcerati, Palazzo Re Enzo, Bologna, 2022), il progetto di newsletter mensile IMMAGINARIA – Un altro mondo (per l’arte è possibile (commissionato dall’Associazione culturale di arte contemporanea TRA – Treviso Ricerca Arte, 2020/2021), le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019), e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018) e il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Ha collaborato con diverse realtà editoriali come Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.