Dopo il debutto con Smash and Grab, incentrato sui legami emotivi delle intelligenze artificiali, e il successivo Purl, che tocca la tematica del sessismo negli ambienti di lavoro, la Pixar continua a lanciare nuovi talenti dell’animazione contemporanea con il progetto sperimentale Spark Shorts (letteralmente “Corti brillanti”). Il progetto, che garantisce un finanziamento per ogni professionista candidato, prevede, nell’arco di sei mesi, la realizzazione di alcuni cortometraggi della durata di sette minuti sotto la supervisione della Pixar stessa. Il terzo lavoro prodotto, inserito in questa prima serie formata da sei cortometraggi, è un’opera commovente firmata da Rosana Sullivan: Kitbull. Sebbene sia realizzato in 2D con tecniche solitamente distanti dal modus operandi proprio della Pixar (più affini in qualche modo ai personaggi dei film di Miyazaki), il corto risulta in linea con gli standard del colosso americano per la sensibilità dimostrata nell’affrontare particolari tematiche.
Il protagonista è un irresistibile gattino, tanto spavaldo quanto buffo, e il corto narra la storia di un’amicizia fuori dagli schemi: quella tra un felino e un pitbull. Ispirato da vicende autobiografiche della regista, che da piccola ha avuto difficoltà nel riuscire a stabilire dei contatti con il mondo esterno, il corto tocca un tema molto drammatico: quello della violenza sugli animali, e più nello specifico dei combattimenti clandestini tra cani. Il risultato finale è davvero un piccolo capolavoro in grado di rimanere impresso nella memoria dello spettatore, non solo per la profonda simpatia del gatto protagonista (la cui espressività, determinata da elementi minimali, è davvero eccezionale), ma soprattutto per l’alto livello di empatia che l’intera opera riesce a trasmettere.

– Valerio Veneruso

www.pixar.com/sparkshorts

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.