30 anni di animazione. La storia della Pixar in mostra a Roma

Come si realizza un film d’animazione oggi? Una mostra a Roma racconta la storia della Pixar, la casa di produzione statunitense che da tre decenni sforna capolavori. Uno sguardo sul dietro le quinte con oltre 400 opere e due installazioni spettacolari.

Pixar
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I film della Pixar, azienda nata da una divisione della Lucasfilm di George Lucas e dal 2006 proprietà della Walt Disney, non hanno bisogno di presentazioni. Dalla metà degli Anni Ottanta, quando lo studio californiano muoveva i suoi primi passi, fino a oggi, le produzioni che portano questo marchio sono state una sequela di grandi successi. Dall’ormai mitico Toy Story, primo lungometraggio realizzato interamente in computer grafica, uscito nel 1995, al più recente Coco, passando per Nemo, Monsters&Co e Inside Out.

Robert Kondo layout Jason Katz, John Sanford Beat Board. Addio Andy Toy Story 3, 2010 Dipinto digitale
Robert Kondo layout Jason Katz, John Sanford Beat Board. Addio Andy Toy Story 3, 2010 Dipinto digitale

UNA BOTTEGA RINASCIMENTALE DIGITALE

Oggi questa storia viene raccontata in una grande mostra che aprirà a Roma il prossimo 9 ottobre, nelle sale del Palazzo delle Esposizioni, dopo aver girato il mondo, arricchendosi e aggiornandosi di anno in anno. Il progetto espositivo infatti debuttò al MoMa di New York nel 2005 per poi intraprendere un tour globale (una tappa si era vista anche al PAC di Milano nel 2011).
La mostra è concepita per approfondire il lavoro di quella che è una vera e propria bottega rinascimentale digitale che crea capolavori, dove disegno a mano, scultura e informatica coesistono sul grande schermo in una sintesi armonica”, spiega Maria Grazia Mattei (presidente di MEET | Fondazione Cariplo, che è partner del progetto) curatrice della mostra insieme a Elyse Klaidman.

PERSONAGGI, STORIE, MONDI

Fabio Fornasari, che è stato chiamato a progettare gli spazi e il percorso della mostra, ha deciso di suddividere i materiali in tre macro sezioni, che corrispondono agli elementi fondanti del processo di produzione di un film: Personaggio, Storia e Mondo. All’interno di queste tre aree verranno esposte oltre 400 opere che mostrano il dietro le quinte di ciascuna pellicola, mettendo a nudo tutte le fasi del processo creativo con disegni a matita e a pennarello, dipinti ad acrilico, acquerelli, bozzetti digitali, calchi e modellini. L’obiettivo è quello di mostrare come la manualità e la tecnologia possano coniugarsi armonicamente per produrre risultati convincenti.
A completare il percorso, due concessioni all’elemento spettacolare: le installazioni Artscape e  Zoetrope, che cercheranno di far rivivere le opere esposte attraverso l’animazione e gli effetti speciali.

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.