La satira sul mondo dell’arte contemporanea è una carta che i registi giocano sempre più di frequente. Basti pensare alla parodia della performance art messa in campo da Paolo Sorrentino ne La Grande Bellezza, oppure al pluripremiato The Square di Ruben Östlund, in cui le dinamiche del sistema dell’arte venivano ripetutamente messe a nudo e ridicolizzate. Mancava però all’appello il genere horror, una lacuna colmata in questi giorni da Velvet Buzzsaw, uscito ieri su Netflix e diretto dall’americano Dan Gilroy. La pellicola, ambientata nella Los Angeles delle grandi gallerie e delle mega-fiere, ha come protagonisti il critico d’arte Morf Wandevalt (Jake Gyllenhal) e la gallerista Rhodora Haze (Rene Russo), impegnati nella ricerca su un misterioso pittore deceduto, le cui opere descrivono un universo cupo e violento. La situazione però degenera lentamente, e il film si trasforma, da satira accurata del mercato dell’arte, in un thriller-horror ironico e splatter, tra installazioni che attaccano i visitatori, scene del delitto e morti cruente.
Il film verrà proiettato anche nella sala cinema della Fondazione Prada di Milano il 2 e il 9 febbraio, in lingua originale inglese con sottotitoli in italiano, alle 17.30, 20 e 22.

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Valentina Tanni è storica dell'arte, curatrice e docente. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba. Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. La sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e nuove tecnologie, con particolare attenzione alle culture del web. Nel 2001 ha fondato Random Magazine, uno dei primi magazine online dedicati alla Net Art, ed è tra i membri fondatori delle riviste d’arte contemporanea Exibart e Artribune. Ha curato numerose mostre in musei e gallerie, tra cui “Netizens”, “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati”, “Maps and Legends. When Photography Met the Web”, “Eternal September” e “Stop an Go. The Art of Animated Gifs”. È stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” e ha lavorato come docente per numerose istituzioni pubbliche e private (Università di Roma La Sapienza, LUISS, Istituto Europeo di Design, Fondazione Moderna Arti Visive).