La satira sul mondo dell’arte contemporanea è una carta che i registi giocano sempre più di frequente. Basti pensare alla parodia della performance art messa in campo da Paolo Sorrentino ne La Grande Bellezza, oppure al pluripremiato The Square di Ruben Östlund, in cui le dinamiche del sistema dell’arte venivano ripetutamente messe a nudo e ridicolizzate. Mancava però all’appello il genere horror, una lacuna colmata in questi giorni da Velvet Buzzsaw, uscito ieri su Netflix e diretto dall’americano Dan Gilroy. La pellicola, ambientata nella Los Angeles delle grandi gallerie e delle mega-fiere, ha come protagonisti il critico d’arte Morf Wandevalt (Jake Gyllenhal) e la gallerista Rhodora Haze (Rene Russo), impegnati nella ricerca su un misterioso pittore deceduto, le cui opere descrivono un universo cupo e violento. La situazione però degenera lentamente, e il film si trasforma, da satira accurata del mercato dell’arte, in un thriller-horror ironico e splatter, tra installazioni che attaccano i visitatori, scene del delitto e morti cruente.
Il film verrà proiettato anche nella sala cinema della Fondazione Prada di Milano il 2 e il 9 febbraio, in lingua originale inglese con sottotitoli in italiano, alle 17.30, 20 e 22.

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.

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