Windowlicker. Online un videoclip storico di Aphex Twin

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Aphex Twin ha pubblicato sul suo canale Youtube il director’s cut di Windowlicker, uno dei suoi videoclip più amati, diretto dal grande Chris Cunningham. Una buona occasione per gustare di nuovo la sua surreale genialità.

Cavalcando l’onda che celebra il ritorno sulla scena di Aphex Twin, che recentemente lo ha visto al centro di numerose vicende (come la spettacolare esibizione al Club To Club di Torino oppure l’occupazione digitale, per tutto il mese di novembre, del sito della rivista inglese Crack Magazine) è stato pubblicato sul canale YouTube del geniale musicista di origini irlandesi il director’s cut dello storico video che lo ha consacrato: Windowlicker.
Correva l’anno 1998 quando Chris Cunningham, visionario regista britannico autore per musicisti come Squarepusher, Portishead e Madonna, produsse questa pietra miliare, un video che si aggiudicò anche il primo premio ai Brit Awards nel 2000. A due anni di distanza dal suo primo incontro con Aphex Twin, sancito dalla realizzazione di quell’altrettanto scioccante capolavoro che è Come to daddy, Cunningham decise di sfruttare nuovamente l’inquietante ghigno del suo collega musicista modificando i connotati degli attori presenti nel video e ridefinendo in un certo senso il concetto stesso di logo.

TRA LA PARODIA E L’INCUBO

Girato a Los Angeles, con l’intenzione di creare una specie di parodia dell’universo rapper gangsta californiano, Windowlicker (titolo che fa riferimento al gesto di leccare una vetrina come metafora della bramosia di possedere qualcosa che viene esposto e non acquistato) ha come personaggi principali, almeno fino a un certo punto del cortometraggio, due giovani di etnie differenti. I due ragazzi, afroamericano l’uno e ispanico l’altro, si trovano a bordo di una Mazda Miata intenti a portare avanti un dialogo volutamente scurrile e privo di senso (che fa pensare a Quentin Tarantino) fin quando non adocchiano due prostitute ferme su di un marciapiede. L’auto accosta, lo sproloquio prosegue venendo dopo poco interrotto dall’arrivo di una limousine dalla lunghezza spropositata che tampona bruscamente il veicolo umiliando definitivamente le due macchiette con una clamorosa uscita di scena. Il finestrino della limousine si abbassa rapidamente, il sorriso di Richard D. James (questo il vero nome del musicista) appare in tutto il suo splendore demoniaco e il brano comincia. Aphex Twin dà inizio a un balletto frenetico le cui movenze ricordano sia Gene Kelly nel celebre Cantando sotto la pioggia che un Michael Jackson in forma smagliante; le giovani meretrici ne rimangono così ammaliate che non solo lo seguono all’interno dell’abitacolo ma iniziano perfino a deformarsi assumendo il suo stesso aspetto.
Il video prosegue poi tra coreografie disturbanti, portate avanti da un corpo di ballo androgino e grottesco allo stesso tempo, e allusioni sessuali che fanno il verso al machismo proprio di determinati generi musicali, come l’hip hop o il reggaeton, concludendosi infine con la lenta e sfarzosa apertura di una bottiglia di champagne e con titoli di coda degni di un film.

– Valerio Veneruso

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.