Il Kamasutra, un libro a lungo frainteso. Un video lo racconta

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Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare del Kamasutra. E se vi dicessimo che in realtà il celebre libro tratta solamente in minima parte di attività sessuali? Un video pubblicato da Vox magazine ce lo racconta nei dettagli.

La piattaforma statunitense Vox, specializzata nei settori dell’intrattenimento e della divulgazione giornalistica, ha di recente pubblicato un video che racconta la vera natura di un testo millenario, tanto conosciuto quanto frainteso: il Kamasutra (traducibile come Trattato sul desiderio).
Nonostante il volume venga considerato una sorta di manuale illustrato sulle diverse, e spesso acrobatiche, posizioni sessuali da poter mettere in pratica con uno o più partner, in verità questa parte occupa solo un capitolo (privo di immagini) su sette, lasciando maggior spazio ad argomenti molto più articolati. L’intero manoscritto si prefigge infatti l’obbiettivo di fornire delle regole indispensabili per seguire un corretto stile di vita dando la possibilità a ogni uomo di venire considerato un buon cittadino e offrendo allo stesso tempo anche uno sguardo su ciò che, all’epoca della sua composizione, determinava i rapporti tra uomo e donna.
La storia della percezione di quest’opera è effettivamente molto travagliata e l’analisi svolta da Vox ci aiuta anche a capire come abbia fatto un prodotto simile a perdersi, nel corso dei secoli, in equivoci così grossi. Scritto in sanscrito tra il 200 e il 300 D.C. dal filosofo indiano Vatsyayana, il testo è divenuto popolare in Occidente grazie alla sua importazione nel 1883 da parte dall’esploratore inglese, nonché grande conoscitore della cultura orientale e già noto traduttore de Le Mille e una notte, Richard Francis Burton.

DALL’INDIA AGLI STATI UNITI

Per introdurre il libro all’interno della repressiva cultura vittoriana, senza correre il rischio di doversi scontrare con le severe leggi che allora vietavano la pubblicazione di materiale facilmente giudicabile come osceno, Burton creò un club privato specializzato nella pubblicazione di testi erotici dell’Est denominato The Hindoo Khama Shastra Society. Da allora il Kamasutra è stato collocato in un certo tipo di letteratura e si dovrà poi aspettare il 1962, approfittando della travolgente ondata della rivoluzione sessuale, per far sì che la pubblicazione del libro venga ritenuta legale negli Stati Uniti. Successivamente, con l’avvento di Internet, iniziò a circolare in rete solamente la sezione dedicata alle posizioni sessuali, contribuendo ancora di più a dare l’immagine che ancora oggi si ha del Kamasutra e oscurando di riflesso la sua vera natura. Ciò che infatti ancora oggi si continua a ignorare è che si tratti di un saggio incentrato tanto sul piacere quanto sul potere, caratteristica che lo rende molto attuale. Non solo perché l’insegnamento principale che vuole trasmettere è quello di far conciliare gli istinti di base e il desiderio di piacere con obblighi e ordini sociali (intendendo inoltre il sesso non tanto con finalità di procreazione, ma piuttosto con la rivoluzionaria intenzione di poter stare bene divertendosi), ma anche per la lente attraverso la quale viene visto il genere femminile, un atteggiamento molto più progressista di quanto si possa immaginare. Probabilmente questo può essere il momento migliore per riscoprire il Kamasutra, leggendolo non solo nell’ottica di un resoconto storico su come il piacere e la vita di élite dovevano essere nell’India antica, ma anche come un trattato sui generi sessuali, sul potere e sulle classi sociali.


– Valerio Veneruso

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Valerio Veneruso
Artista visivo, VJ, grafico freelance e curatore indipendente, Valerio Veneruso nasce a Napoli nel 1984. Formatosi presso l’Accademia di Belle Arti, si sposta a Venezia dove nel 2012 si laurea in Arti Visive all’Università IUAV. 

Co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012) e del progetto editoriale Banane – Fanzine, in collaborazione con Davide Spillari, (2016). Sempre nel 2016 ha diretto il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova). È stato assegnatario di un atelier presso la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia per l’anno 2015/2016 dove ha potuto curare il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa mostra conclusiva TorchioFolks.
Recentemente ha vinto il premio per la migliore proposta grafica in occasione della 100ma Collettiva Giovani Artisti della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia.