11-11: Memories Retold. Il videogame che si ispira alla pittura dell’Ottocento

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In uscita a novembre un titolo attesissimo da tutti gli appassionati di videogiochi. Un’avventura ambientata durante la Prima Guerra Mondiale che si ispira, nello stile grafico, alla grande pittura dell’Ottocento. Da Turner a Manet a Renoir

Cosa succede quando un colosso dell’industria videoludica incontra una promettente società di sviluppo di videogame e uno dei più acclamati studi specializzati nelle tecniche di animazione? 11-11: Memories Retold è proprio il frutto di questa collaborazione, che coinvolge in un colpo solo la nipponica Bandai Namco Entertainment, lo studio di Montpellier DigixArt e la britannica Aardman Animations (leggendaria casa di produzione di personaggi come Wallace & Gromit o di lungometraggi come Galline in fuga, Giù per il tubo e il più recente I primitivi).
Nato con l’obiettivo di creare un’esperienza altamente emotiva 11-11: Memories Retold si muove tra gli scenari infernali della I Guerra Mondiale per raccontare, con uno stile a dir poco sorprendente, le vicende che faranno incontrare i destini dei due personaggi principali: Kurt, arruolatosi con la speranza di ritrovare il proprio figlio scomparso, ed Harry, giovane idealista disposto a lasciare il natio suolo canadese in cerca di avventure. Oltre agli argomenti trattati e all’intricato storytelling, ciò che colpisce immediatamente è la grafica spettacolare.

ISPIRATI DA TURNER, MANET E RENOIR

Con il prezioso ausilio del talentuoso concept artist Giorgio Grecu, l’intero team ha deciso di contestualizzare a pieno la propria creatura dandogli una veste grafica capace di richiamare degli stili pittorici ben precisi, a cavallo tra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo. L’ispirazione principale affonda infatti le sue radici tanto nella pittura romantica e impetuosa di William Turner (1775 – 1851) quanto nelle esperienze impressioniste di Édouard Manet (1832 – 1883) o di Pierre-Auguste Renoir (1841 – 1919). Personaggi, sfondi e ambientazioni sembrano essere animati da decise pennellate che donano al gioco un dinamismo vibrante e una personalità decisamente poetica.

DUE VOCI ILLUSTRI

Le intuizioni accattivanti di questo prodotto, che verrà distribuito il prossimo 9 novembre per PlayStation 4, Xbox One e PC, non finiscono qui: a dare la voce ai due protagonisti ci pensano infatti due attori del calibro di Elijah Wood (meglio conosciuto come Frodo della trilogia di Peter Jackson de Il signore degli anelli) e Sebastian Koch (già noto per il film del 2006 di Florian Henckel von Donnersmarck Le vite degli altri e Il ponte delle spie di Steven Spielberg), rispettivamente Harry e Kurt.

– Valerio Veneruso

Dati correlati
AutoriPierre-Auguste Renoir, William Turner, Édouard Manet
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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.