Il film di Jean Cocteau (1889-1963) La Villa Santo Sospir, è un cortometraggio di 35 minuti girato in 16mm nel 1952. Si tratta di un tour guidato, in compagnia dello stesso Cocteau, della residenza di Francine Weisweiller, facoltosa ereditiera francese che fu sua mecenate negli Anni Cinquanta e Sessanta (oltre che di altri artisti tra cui il giovane Yves Saint Laurent).
La villa, situata a Saint-Jean-Cap-Ferrat, è completamente ricoperta di disegni e mosaici, in gran parte di ispirazione mitologica, realizzati da Cocteau (e in qualche caso anche da Picasso) durante un periodo lungo dodici anni. “Nel periodo in cui ho lavorato a Santo Sospir”, commentò l’artista, “divenni io stesso un muro e questi muri parlavano al mio posto”.
La pellicola, disponibile in versione integrale online, fu girata nel corso di una settimana con l’aiuto di un singolo operatore – Cocteau ebbe a definirla un “filmino amatoriale” – ma lo stile del regista francese, autore di capolavori come Le Sang d’un poète (1930), La Belle et la Bête (1946) e Le Testament d’Orphée (1960), non manca di spiccare in maniera netta e riconoscibile.

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AutoreJean Cocteau
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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.