Christian Greco racconta a Roma il suo Museo Egizio

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Ospite dell’Accademia di Belle Arti di Roma, Christian Greco incontra pubblico, docenti e studenti in Aula Magna: il talk, dal titolo “Comunicare l’antico”, si concentra sulle strategie di valorizzazione, allestimento, comunicazione e progettazione, messe in atto dal giovane direttore, alla guida di uno dei più importanti musei archeologici del mondo

È l’emblema perfetto del “cervello in fuga”: ex ragazzo brillante, affamato di conoscenza, ostinato coltivatore di sogni. Metodico, testardo, infaticabile. Col coraggio di andare via presto, in cerca di una strada: già consapevole che l’occasione determinante, in Italia, non l’avrebbe trovata mai.
Lo ammette lui stesso: quanto costruito in Olanda, giovanissimo e senza altro appiglio al di là dei libri e del talento, non avrebbe potuto ottenerlo a casa sua. Christian Greco, oggi direttore del Museo Egizio di Torino, scelto nel 2014 su una rosa di 101 candidati, arrivò a Leiden il 7 gennaio del 1997. Aveva 21 anni e si era guadagnato la partecipazione a un master in egittologia, dopo la laurea in Archeologia conseguita a Pavia. Pieno inverno, ghiaccio ovunque, l’aula come impegno quotidiano, lo studio ostinato della lingua e il lavoro per mantenersi: faceva le pulizie nei bagni pubblici della stazione, poi il guardiano di notte all’hotel Ibis. Da lì tutto un percorso costellato di fatiche e di successi. Dopo un dottorato di ricerca a Pisa e l’abilitazione all’insegnamento del greco e latino in neeerlandese nelle scuole secondarie, arrivò anche la cattedra in Archeologia funeraria egizia e archeologia della Nubia e del Sudan all’Università di Leida. Si contano via via decine di pubblicazioni, collaborazioni con musei del calibro del Louvre, curatele di grandi mostre istituzionali, importanti campagne di scavo tra Siria, Egitto, Sudan.

Christian Greco, Direttore del Museo Egizio di Torino, all'Accademia di Belle Art di Roma, 2018
Christian Greco, Direttore del Museo Egizio di Torino, all’Accademia di Belle Art di Roma, 2018

IL NUOVO CORSO DEL MUSEO EGIZIO

A poco più di 40 anni, Greco è alla guida del più antico museo del mondo, tempio sacro dell’archeologia, tra i più prestigiosi per dimensioni e importanza delle collezioni. Il lavoro messo in campo è straordinario ed è subito misurabile in cifre: nel 2016 e nel 2017 la media di visitatori è stata di circa 850mila, mentre nel 2015 – anno della riapertura dopo i lavori di ampliamento e restyling – si era sfiorato il milione. Gli incassi si aggirano intorno ai 9 milioni di euro, reinvestiti in progetti orientati all’innovazione: dalla digitalizzazione degli archivi al programma Public archeology per rendere condiviso il proprio patrimonio.
Il museo torinese, sotto la direzione Greco, ha trovato una luce diversa, oltre la patina ingessata o meramente conservativa che le raccolte storico-archeologiche spesso portano con sé. Trasportato con decisione nel XXI secolo, ecco l’Egizio ridefinirsi nel segno di aperture, complessità e progettualità nuove, volte ad ampliare il target di utenza, a potenziare il radicamento sul territorio, a rafforzare comunicazione e strumenti digitali, a incentivare l’offerta culturale, a svecchiare i modelli espositivi e le proposte di valorizzazione.

Museo Egizio di Torino
Museo Egizio di Torino

L’ATTENZIONE ALL’ARTE CONTEMPORANEA

Significativa l’attenzione all’arte contemporanea, nella convinzione che l’intreccio tra passato e presente sia determinante ai fini di una lettura critica esaustiva, in entrambe le direzioni: la mostra Anche le statue muoiono, in corso fino al 9 settembre 2018, nasce dalla collaborazione con Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Musei Reali, Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino. Un dialogo tra opere d’arte e manufatti di epoche e contesti geografici diversi, per riflettere sul tema della distruzione e della perdita, e dunque, specularmente, su quello della memoria e della protezione del patrimonio.
Christian Greco è stato ospite dell’Accademia di Belle Arti di Roma lo scorso 22 maggio, per un incontro aperto al pubblico e agli studenti, curato da Tiziana Musi, Docente di Storia dell’Arte Contemporanea e Storia e Metodologia della Critica d’Arte. In un breve video il Direttore risponde ad alcune domande, raccontando l’essenza del suo lavoro in questa nuova, felice stagione del Museo.

– Helga Marsala

Intervista a cura di Helga Marsala
Video di: Alessio Rucchetta, Carlotta Scognamiglio, Valerio Sammartino, Simone N. Valente
Produzione: Accademia di Belle Arti di Roma

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Da gennaio 2018 è Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana.