Fratelli d’Italia protesta davanti al museo Egizio di Torino. È scontro tra la Meloni e Greco

Culmina con un’accesa discussione tra Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, e Christian Greco, direttore del museo Egizio, il sit-in organizzato dai sostenitori del partito di destra per protestare contro l’iniziativa promossa dal museo di offrire un biglietto gratis a tutte le coppie di lingua araba.

Christian Greco (foto di Nicola Dell'Aquila)
Christian Greco (foto di Nicola Dell'Aquila)

Termina con un’accesa discussione davanti alle telecamere con Christian Greco, direttore del museo Egizio, il soggiorno torinese di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, in città per alcuni appuntamenti elettorali in vista del prossimo 4 marzo. Causa del contendere? L’iniziativa promossa dal museo di offrire un biglietto gratis a tutte le coppie di lingua araba che si recano all’Egizio, definita “delirante e discriminatoria nei confronti degli italiani” da Giorgia Meloni. Il direttore Greco ribatte sostenendo che il sit-in di protesta organizzato dagli esponenti del partito Fratelli d’Italia non è niente altro che una “pura strumentalizzazione politica”. Ma procediamo con ordine.

L’INIZIATIVA

Tutto nasce dall’iniziativa promossa dal museo Egizio per il secondo anno consecutivo di offrire un ingresso gratis per tutte le coppie di lingua araba che si recano in visita. La promozione è solo una delle tante iniziative messe in campo dal museo torinese per aumentare il flusso dei visitatori e rientra in una precisa campagna di comunicazione che mira ad avvicinare all’istituzione anche quella fetta di popolazione di lingua araba presente sul territorio. Tale attività promozionale ha generato fin dalle prime ore le proteste della Lega Nord e di Fratelli d’Italia che hanno riscontrato in essa un atto discriminatorio nei confronti degli italiani. Giorgia Meloni si era già espressa in primis con un lungo post sulla sua pagina Facebook in cui ha definito l’iniziativa “delirante” ed ha invitato gli italiani a protestare in difesa dei valori della patria. “Se volete un governo di patrioti”, scrive la Meloni sui suoi social, “non votate per chi censura la lingua italiana, mette il velo alle donne e usa i soldi pubblici per queste iniziative senza senso. Il 4 marzo scegliete un governo di patrioti, votate Fratelli d’Italia“. Alla Meloni ha fatto eco l’alleato Salvini che ha chiesto addirittura le dimissioni del direttore.

LO SCONTRO

Tema condiviso, dunque, che ha scaldato gli animi dei sostenitori del partito della Meloni. In occasione della visita della donna in città per alcuni appuntamenti elettorali è stato così organizzato un sit-in di protesta proprio davanti al museo torinese a cui ha preso parte anche il leader politico. “Questa è discriminazione al contrario nei confronti degli italiani” ha dichiarato la Meloni. Il direttore del museo Christian Greco è sceso in strada per ribattere: “State strumentalizzando il museo a fini politici. Il museo egizio è di tutti, cerco solo di avvicinare le persone alla cultura. Noi le agevolazioni le facciamo per tutti: manifesterete anche perché giovedì faremo entrare gli studenti a quattro euro?“. E mentre il leader politico, evidentemente poco informato sulla storia del museo, ha provato ad evidenziare gli aspetti discriminatori dell’iniziativa, il direttore Greco ha replicato punto su punto, svelando a chi obiettava sui costi della campagna di comunicazione e sui finanziamenti pubblici, una realtà completamente diversa. “Abbiamo solo 100 mila euro per tutta la campagna di comunicazione e non prendiamo contributi pubblici“.

ECCELLENZA MUSEALE

E proprio al direttore Christian Greco (Arzignano, 1975), eletto nel 2014, vanno grandi meriti nella gestione virtuosa del museo. Considerato uno dei maggiori egittologi internazionali, Greco è rientrato in Italia, dopo 17 anni trascorsi in Olanda, proprio con l’incarico di rilanciare il museo puntando sulla ricerca e l’internazionalizzazione. E i numeri sembrano essere dalla sua parte. Il Museo Egizio ha raggiunto una percentuale media di autofinanziamento pari al 91,25% grazie alla quale è stata messa in campo una pianificazione chiara degli obiettivi strategici: Open Data, rinnovamento Galleria dei Re, Sicurezza ed Egizio 2024, anno in cui il Museo Egizio festeggerà il bicentenario della nascita. E con un numero di visitatori in costante crescita. Un museo che raccoglie la più importante collezione di arte egizia dopo il Cairo e rappresenta un’eccellenza assoluta sul territorio nazionale, anche grazie al dialogo intrapreso sul piano internazionale. “Siamo l’unico museo internazionale a cui non sono state avanzate richieste dall’Egitto di restituzione di opere d’arte”, conclude fiero Greco. Che sia anche questa una vittoria del dialogo tra i popoli?

ARIA DI RITORSIONI?

A poche ore dalla diffusione del video del confronto tra la Meloni e Greco, non accenna a placarsi la polemica. Fratelli d’Italia ha annunciato che in caso di vittoria licenzierà il direttore Greco, colpevole, secondo il partito della Meloni, di attuare politiche che dimostrano “il pensiero debole dell’Occidente” rispetto al mondo arabo e che nascondono “una iniziativa ideologica e anti-italiana”. Al di là della caduta di stile, la posizione di Fratelli d’Italia rivela un errore grossolano. Christian Greco è stato nominato direttore del Museo Egizio in seguito ad un concorso internazionale a cui hanno partecipato 110 professionisti di altissimo profilo. Non si è trattato, dunque, di una nomina diretta, ma è stato scelto in base al valore inequivocabile del suo curriculum. Non solo, il museo fa capo alla Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino sulle cui attività, sulla gestione e sulle nomine il governo non ha (per fortuna, è il caso di dire) nessun potere decisionale. A dare man forte al direttore arriva anche una nota del Consiglio di Amministrazione e della Presidente Evelina Christillin che rinnovano “il pieno e unanime consenso all’azione del Direttore Christian Greco” e ricordano che in base allo statuto vigente (art. 9) della Fondazione spetta al solo Consiglio di amministrazione “nominare e revocare il direttore a maggioranza assoluta dei suoi componenti, sentito il parere del Comitato scientifico”. Ancora una volta, prima di parlare, sarebbe forse meglio informarsi.

– Mariacristina Ferraioli

Dati correlati
Spazio espositivoMUSEO EGIZIO
IndirizzoVia Dell'accademia Delle Scienze 6 - Torino - Piemonte
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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.
  • SecondoMe

    già il fatto che , imbarazzata e rossa, abbia chiesto spiegazione su “restituzione delle opere” fa capire quanto ne sappia, quanto sia strumentale, quanto l’arroganza sia dura da fermare.

  • http://www.photospotland.com/ Mario Bucolo

    Una campagna assolutamente negativa, a partire dal far vedere la donna col velo. Si poteva capire se fosse stata diretta agli egiziani ma agli arabi in generale è stato un errore, sopratutto in un momento storico come quetso e che il 5 marzo farà vedere come quasi il 40% degli italiani è contrario a tutto questo buonismo. Il direttore è bravissimo ed un gran Paraculo (nel senso positivo del termine) e quindi si arrampica sugli specchi sapendo il fatto suo. Ma raramente si è vista una sollevazione popolare contro un museo sia sui social che intasandone il centralino. I musei devono unire senza dare la minima occasione di divisione come han fatto loro e, ripeto, il direttore avrà conferma dei fatti il 5 marzo. A volte bisognerebbe solo amamttere l’errore.

    • Luigi Gambaro

      Non so quali siano state le motivazioni che hanno portato il direttore Christian Greco ad estendere a tutti gli arabi e non solo agli egiziani la sua iniziativa, ma anche a lei forse non sarà sfuggito che nella cecità per la propria storia, parte del mondo arabo abbia fatto scempio e distruzione della propria cultura quali Palmira e i Budda di Bamiyan dove l’Egitto non entra, ma tutta l’umanità sì, eccome. Contribuire a far capire a chi non lo sa la grandezza delle proprie origini è anche aprire una porta alla comprensione reciproca e questo non è mai sbagliato. Nemmeno in tempi di elezioni.

      • http://www.photospotland.com/ Mario Bucolo

        Io contesto la tempistica e la genericità della campagna, fatta ben prima delle elezioni. Intanto la donna con il velo, che già è un bel segno di sottomissione (palle quelli che dicono che lo fanno volentieri, prova ad esser donna di un arabo e non portare il velo…come minimo finisci tumefatta) poi in questi mesi gli italiani sono estremamente sensibili al fattore immigrati, a torto o a ragione io prendo atto di quello che succede, basta andare in un qualunque autobus o bar per sentire il sentimento di rabbia che circola, sentimento che sarà confermato alle prossime elezioni, il dubbio è solo se il centro destra riuscirà ad andare sopra al 40% ma che sia poco sotto e vinca non ci sono dubbi alcuni. La gente si è rotta le balle del buonismo verso gli stranieri (e ripeto non giustifico, ne prendo solo atto) ed una campagan del genere divide, come ha diviso, come si sono visti i risultati. Allora è il caso di falra? Oppure domani il direttore se ne esce con la campagna “sconti a chi viene con due trolley con pezzi di ragazza dentro”?

        • Samuele Barazzoni

          Salve Mario, stavo leggendo i vari commenti; a parte la questione politica o le idee delle persone con cui ha avuto a che fare lei, che sinceramente non mi interessano. Io sono fidanzato con una ragazza egiziana che fa l’università qui e ha deciso di non portare il velo perchè si sentiva discriminata.. e la sua famiglia la ha addirittura incoraggiata per far sì che si sentisse meglio. Parlando con lei mi ha riportato di come a Il Cairo (dove ha sempre abitato) nei quartieri più moderni ora ci sia un grande senso di discriminazione verso chi porta il velo, simbolo di arretratezza. Lei stessa è stata oggetto di discriminazione là, fino a che il suo inglese fluente non l’ha salvata da essere considerata un’ignorante. Inoltre lei lo aveva sempre portato, questo benedetto velo, perchè essendo religiosa si sentiva bene a fare questa cosa, ma nessuno la aveva mai obbligata, come facevano molte sue amiche.
          Detto ciò, per quanto sono venuto a conoscenza io, che il mondo arabo non abbia un generale ideale maschilista e più arretrato del nostro è errato. Però ecco.. mi pare sia un po’ una cavolata quella che ha detto.. non so dove si è informato sinceramente (spero non solo dalle voci che girano perchè chiaramente, se pur con un fondo di verità, non possono essere considerate la realtà :) )
          Cosa ne pensa?

          • http://www.photospotland.com/ Mario Bucolo

            Samuele mi dai ragione, la campagna doveva essere indirizzata agli egiziani e senza la donna col velo, ci sono alcune aree di lingua araba dove il velo non si porta più, vedi per esempio la Giordania che è super occidentalizzata, e c’erano aree dove le donne potevano andare tranquillamente vestite all’occidentale come l’Afghanistan e l’Iran e dove non è più possibile. Io abito a Londra, ed ho abitato nel quartiere più ricco di Londra e con l’80% di arabi ricchi, Knightbridge…beh non c’è una donna araba senza il velo, addirittura integrale quello che lascia scoperto solo gli occhi, una mia amica per motivi di lavoro aveva a che fare con queste donne e ti assicuro che non possono andare in giro a volto e capo scoperto. Ora abito in una altro quartiere, Bermondsey dove c’è una parte più “povera” che parla arabo e qui le donne portano “solo” il velo. Poi tu stesso scrivi che la tua ragazza non era stata mai obbligata “come invece molte sue amiche” quindi continui a ribadire quanto da me scritto. Quindi se avessero avuto un poco di coraggio in più, senza fare troppo i buonisti a tutti i costi, la campagna poteva esser fatta senza lo stereotipo della donna velata.

          • Samuele Barazzoni

            Grazie della risposta! comunque no ho sbagliato a scrivere, intendevo che le sue amiche non portavano il velo e non era successo nulla in famiglia. Chiaro ci sono anche persone che obbligano la proprie mogli a portarlo.
            Per quanto riguarda Londra probabilmente gli arabi ricchi sono provenienti da paesi integralisti quali l’Arabia Saudita.
            La campagna del museo non riesco a capire se possa essere saggia o meno, effettivamente ha un che di discriminatorio, ma dall’altra parte è anche molto umana, il che per me è sempre bello perchè può portare solo a sentimenti che migliorano la società.
            Secondo me per non cadere nell’ignoranza, nel senso di persone che ignorano quale sia realmente la realtà perchè non ne sono stati a contatto abbastanza o non si sono informati, bisogna sempre essere capaci a fare le considerazioni senza cadere nel superficiale.
            Il buonismo puro è una cavolata perchè porta a poco di buono per tutti, l’opposto del buonismo è un’ignorantata senza senso e denota un certo razzismo.
            Per quanto riguarda cacchio di velo non saprei che dire..se fare la foto con, o senza.. o forse meglio far circolare due foto diverse con e senza.
            Che poi l’importante è il sentimento per cui è la campagna è stata fatta

        • tartaerry

          “sconti a chi viene con due trolley con pezzi di ragazza dentro”?
          Insultati da solo.

        • Antonio Bolis

          perchè invece se non fossimo in campagna elettorale avrebbe fregato qualcosa alla Meloni?polemiche ridicole e pretestuose le sue…

    • tartaerry

      Fuori i politici dai musei, questa gente sta bene al bar sport, peccato che per dire le sue stronzate e aizzare il popolo bue riceva compensi che manco si degna di donare a qualche associazione umanitaria che si occupa degli “italiani” come dice lei…figurati andare a fare una visita in un museo che è un fiore all’occhiello, potrebbe scoprire che la civiltà egiziana è nata prima di quella romana, non si sa mai, poracci quelli che le stanno dietro.

      • http://www.photospotland.com/ Mario Bucolo

        a demagogia stai messo bene

  • ian steven

    Bravissimo Greco: raggiunto l’obiettivo.
    la Meloni, un’idiota disinformata, ma lo sapevamo

  • Pietro Vanetti

    Credo che l’azione intrapresa dal direttore del Museo Egizio sia stata una scelta valida per più motivi. Come detto non è un fatto discriminatorio attuare delle promozioni finalizzate alla divulgazione ed inoltre non è stata intrapresa questa singola iniziativa, ma molte altre verso studenti, disabili e anche altre persone. Se ora si è arrivati a definire queste cose come discriminatorie si è arrivati a un livello intellettivo infimo. Cosa dovrebbe fare il panettiere davanti all’università che fa lo sconto ai soli studenti della facoltà? Compie una discriminazione e andrebbe fatto chiudere? Un conto è difendere la patria, un altro è usare questo termine per farsi propaganda politica, contando anche che spesso ( e qui si è visto dalla reazione delle Meloni ) si parla di cose che non si conosce. Forse sarebbe il caso che se lo facesse lei un giro al Museo e si documentasse prima di parlare.
    PS. Dei cittadini, siano extracomunitari o meno, che amplino la propria sfera conoscitiva in vari ambiti, non possono che portare del bene alla nostra società; non dovrebbero essere loro a essere fermati e ostacolati solo perchè parlano una lingua diversa, ma i delinquenti ( di tutte le etnie e origini ); contro di loro bisognerebbe protestare e intraprendere iniziative. Se non si riesce a compiere questa distinzione c’è qualcosa di sbagliato nelle fondamenta del nostro pensare ed agire.

    • FedeG26

      Esattamente. Oltretutto mi sembra allucinante che qualcuno possa davvero pensare che dietro ad un intervento promozionale di questo tipo possano esserci fini cosiddetti di matrice moralista o buonista prima del buonsenso e della lungimiranza sul tema delle dinamiche socio-culturali. Questi individui dimenticano che questo non è più il tempo dei nazionalismi, dell’orgoglio patriottico, perché facciamo ormai parte di dimaniche prettamentre globali sotto tutti i punti di vista; in questo contesto, non approvare interventi di dialogo e scambio culturale è semplicemente ridicolo, se non deleterio per la nostra stessa cultura, che questi cittadini sostengono di difendere pur non comprendendola nelle fondamenta

      • http://www.photospotland.com/ Mario Bucolo

        continuate ad avere l’ignoranza di considerare noi di destra senza cultura, svegliatevi, sono anni che la cultura non è più esclusiva della sinistra.

        • Staccy

          Scusa ma dove sta scritto che il direttore vota sinistra?
          E in quanto a cultura…la Meloni dovrebbe esserne l’esempio invece di andare in giro a fare queste figure di merda. Ma come pensa di essere credibile con le sue idee da bar sport?
          Ma per favore dai. Un po’ di oggettività.
          Sempre a star li a parlar di destra e sinistra. Parliamo di ignoranti e di persone di cultura. E mi pare che qui ognuno abbia dato esempio di quel che è.se la destra è stanca di essere considerata ignorante potrebbe fare giusto qualcosa di meglio di sparar Cazzate su finti moralismi finte famiglie finte patrie. Allora forse risulterebbero più credibili a persone in grado di usare il cervello.indipendentemente dal colore politico

          • http://www.photospotland.com/ Mario Bucolo

            infatti io non ho mica scritto che il direttore sia di sinistra (ma lo è) ho solo contestato, da professionista del settore, la campagna nei tempi e nei modi.

          • Rewan Loup

            Professionista?
            Confrontiamo il suo curriculum con quello del dottor Greco.

          • http://www.photospotland.com/ Mario Bucolo

            Volentieri, e comunque io ci metto faccia nome e cognome, tu no. Io mi sono occupato di marketing dei musei per tantissimi anni, non ho alcune competenze specifiche di Greco così come lui non le ha nel mio settore. Qui per esempio trovi la mia visione sui musei italiani nel programma di candidatura alla presidenza di ICOM Italia del 2010 (sai cosa è ICOM?)
            http://mariobucolo.info/BucoloProgrammaR1.pdf
            Oppure potresti comprare su Amazon il libro dei Kotler dove ho scritto il capitolo di come i musei comunicano nell’era digitale
            https://www.amazon.it/Museum-Marketing-Strategy-Designing-Generating/dp/0787996912/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1518459032&sr=8-1&keywords=kotler+museums
            O potresti leggere gli atti della conferenza mediteranea sulle strategie di comunicazione dei musei che organizzai e diressi nel 2003,2004, 2005 http://www.culturmed.info a tua scelta

          • Rewan Loup

            Marketing… molto interessante mi affascina molto la materia, leggerò volentieri le sue pubblicazioni, ma la prego continui a occuparsi marketing e lasci lavorare il dottor greco, che non avrà competenze sul marketing (c’è chi lo consiglia e non penso sia preso a caso) ma ha tutte le competenze per svolgere il ruolo che occupa, come lo confermano i dati da quando è in carica. buonaserata

          • http://www.photospotland.com/ Mario Bucolo

            ma infatti io Greco lo stimo sta solo sbagliando nel difendere ad oltranza l’idiozia fatta dal suo team. Ed sbagliato solo pensare di rimuoverlo.

          • Rewan Loup

            No, ti rispetto ma non la penso così, non ci trovo differenza a far entrare gli studenti con uno sconto tutti i giovedì, far entrare le coppie con sconto a San Valentino, far entrare gratis chiunque il giorno del suo compleanno o far entrare con uno sconto chi sa parlare la lingua araba per un periodo di tempo. Non ci vedo nessuna discriminazione.
            E non mi sembra che stia violando nessun articolo della costituzione italiana.

          • http://www.photospotland.com/ Mario Bucolo

            addirittura vai a disturbare la costituzione italiana. Cosa non capisci di quanto ho scirtto sopra in riferimento che le campagne marketing di ogni museo al mondo devono unire e non dividere?

          • Rewan Loup

            Infatti a dividere non sono le campagne di marketing ma sono le campagne politiche fatte ad hoc per attaccare una certa parte di popolazione.
            Non è tanto la promozione in se per se ad aver fatto alzare il polverone ma il fatto che sia rivolta ad una certa fetta di popolazione. La stessa fetta di popolazione che viene presa di mira dai leader dei partiti di destra durante la campagna politica.

          • Angelo Decapitato

            MA TU STAI FUORI. MA PROFESSIONISTA COSA CHE PER ESSERE CONSIDERATO NEL SETTORE DEVI POSSEDERE L’ABC IN BENI CULTURALI E SONO PARECCHI E PESANTI ESAMI. SI FA ANCHE MARKETING E COMUNICAZIONE (QUINDI GRECO AVEVA LE TUE MISERE COMPETENZE A 20 ANNI) MA POI SI VA AVANTI E DI CERTO CHI FA MARKETING DEVE RENDERSI CONTO CHE NON HA LE COMPETENZE E DRITTE DA DARE AD UN PROFESSIONISTA DEL SETTORE IN BENI CULTURALI CON ANCHE COMPETENZE IN DIGITALIZZAZIONE. RISPETTA I RUOLI ALTRIMENTI ISCRIVITI AL CORSO (A NUM CHIUSO) E POI FORSE POTRAI PARLARE PURE IN INGLESE E MAGARI CONOSCERE ANCHE LE LEGGI A RIGUARDO. MA DUBITO DATO LE PREMESSE TU RIESCA A SUPERARE L’ESAME IN LEGISLAZIONE DEI BENI CULTURALI FIGURARSI GLI ALTRI. SEI SOLO UN POVERO FRUSTRATO

          • http://www.photospotland.com/ Mario Bucolo

            beh come Angelo effettivamente sembri proprio senza testa, decapitato proprio, ti suggerisco anche di rilassarti, di scrivere in minuscolo e magari di andare a leggere i miei testi sul marketing dei musei pubblicati come atti in centinaia di conferenze internazionali e magari di acquistare questo libro che mi vede come guest-author proprio sul tema della comunicazione dei musei. Il testo è usato in tutte le università americane. https://www.amazon.it/Museum-Marketing-Strategy-Designing-Generating/dp/0787996912/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1518609858&sr=8-1&keywords=kotler+museum

          • Staccy

            il tuo discorso fa acqua da tutte le parti.
            E’ evidente che lei è una buffona e lui è un professionista, non ci vuole mago zurlì dai

          • http://www.photospotland.com/ Mario Bucolo

            beh da chi, in modo buffoncello, si cela dietro un nickname non mi sembra ci sia opportuna attendibilità di giudizio, ritenta magari con nome e cognome.

        • Riccardo Ori

          Non direi, a giudicare dal suo commento…

          • http://www.photospotland.com/ Mario Bucolo

            prima di lasciar libero sfogo alle tue dita magari informati, grazie.

        • FedeG26

          Posso garantire che questo non era assolutamente il mio pensiero, non essendo abituato a ragionare secondo la retorica destra/sinistra (che come hai dimostrato tu, è fondamentalmente fallace in molti frangenti). Chiunque, al di là dell’orentamento politico (per quanto possa essere determinante), non capisca il valore dello scambio culturale non può dire di comprendere la cultura in sè, essendo essa, sopratutto se si parla di quella del nostro Paese, fatta di arricchimenti per influenza, suggestione e contaminazione. Da una parte è legittimo voler preservare un’identità culturale, sebbene così varia e frammentaria nella struttura, ma dall’altra è deleterio voler frenare questo gioco di dialoghi che sono i veri pilastri dell’italianità, essendo noi un popolo dalle meravigliose differenze etniche, culturali, linguistiche.
          Con “questi individui” e “cittadini” facevo quindi riferimento a chi si è opposto, fondandosi su basi concettualmente erronee, alla campagna sostenuta da Greco. Non è sbagliato infatti dire che questo fatto è stato strumentalizzato dagli esponenti di certe fazioni, perché semplicemente non è un fatto rilevante e questo lo dimostrano le congruenze discorsive emerse dagli interventi di Meloni di oggi. È un fatto grave, perché questo dimostra, al pari di situazioni comparabili, che non sono gli orientamenti in sè a danneggiare con i loro principi il nostro sistema politico, ma le strumentalizzazioni mediatiche e politiche che hanno unicamente fini propagandistici, comunicazionali e polarizzanti. Questo è in sintesi un insulto al cittadino, sia egli di destra, di sinistra, di centro, settentrionale, meridionale, emigrato, naturalizzato, ateo o cattolico, che si vuole rendere soggetto acritico di una campagna elettorale infima e delirante. È chi fomenta questa situazione indegna ad essere portatore di ignoranza.

          • http://www.photospotland.com/ Mario Bucolo

            concordo con te sulla strumentalizzazione, odiosa sia da sinistra che da destra, ma il problema che ho sollevato sta proprio in questo un museo non può permettersi errori di comunicazione di questo tipo, deve essere per tutti e di tutti ed in un momento delicato come l’attuale (che poi la campagna è di un paio di mesi addietro) il museo semplicemente non doveva farla, o quantomeno indirizzarla solo esplicitamente agli egiziani. Raramente si vede (e quando succede chiamano – anzi chiamavano visto che non me ne occupo più per ora – me o qualche mio collega come disaster manager) un museo attaccato in questo modo sia sui social che addirittura intasandogli il centralino, per quale motivo provocare questo astio? Un danno di immagine notevole, han colpito il 50% degli italiani (semplifico la percentuale ma la divisione del paese è più o meno questa tra destra e sinistra) e non possono permettersi questi errori.

          • walterstucco

            Dove starebbe l’errore di comunicazione?

            Nel dire alla Meloni – ex baby sitter e barista – “ma che cazzo ne sai di Egitto te?”

        • walterstucco

          > continuate ad avere l’ignoranza di considerare noi di destra senza cultura,

          Magari fosse vero!

          Lo consideriamo che ce l’avete, ma sappiamo anche che è totalmente sbagliata e molto più spesso pericolosa.

  • Gabriele

    Il Direttore in questo confronto è stato di una precisione ed educazione esemplare.

  • Angelov

    Purtroppo a noi Italiani non è permesso di essere patrioti dopo i fatti storici infami perpetrati anche dai fascisti in nome appunto della Patria. Si potrebbe esserlo in modo più dimesso, come hanno saputo farlo i tedeschi. Ma in questo caso un direttore di Museo talentuoso ha commesso l’errore di voler diventare anche famoso usando una scorciatoia, quella di un deflagrante scoop giornalistico che sarebbe appunto esploso visti i venti che tirano oggi etc.
    Lunga vita al Museo Egizio.

    • walterstucco

      Veramente sono 3 anni che fanno quella promozione.
      Ma la Meloni che ormai ha usato tutto, pure partorire, per far parlare di lei, non sapendo più che fare è corsa davanti al museo Egizio a dire la sua versione di “allora le foibe?”

      Forse credeva che il museo Egizio fosse il posto in cui tengono le esequie di Rommel…

  • Giovanni Damian

    Esemplare risposta…del direttore pacata ed accurata….Grazie

  • Ausilia Eccelso

    Non è un biglietto gratis che si offre ma un semplice sconto, e per giunta per soli 3 mesi.
    Inoltre il video pubblicato viene presentato come “scontro”. Nulla di più platealmente fuorviante.
    Non è uno scontro perché per esserci “scontro” significa che ci sono due pari che si confrontano. Qui al contrario abbiamo, da una parte, un signore culturalmente preparato che spiega, dall’altro, una scimmia che urla e pronuncia versi dicendo bestialità

    • http://www.photospotland.com/ Mario Bucolo

      complimenti per la scimmia, scritto da una donna…ed i fascisti e razzisti saremmo noi di destra? copio lo screenshhot per Giorgia Meloni, sarà lieta di riceverlo

      • Wes

        Mario, lasciatelo dire: sei la rappresentazione incarnata del ridicolo. Per piacere, astieniti dallo scrivere ste cose in pubblico, risalti l’ignoranza tua e quella ormai nota del tuo partito e della mammina Meloni da cui corri a fare la spia. Bimbetto viziato, screenshotta questo e mandalo a qualche altro politico che non sa neanche della tua esistenza, oltre a fregarsene di te e di tutti i cittadini.

        • http://www.photospotland.com/ Mario Bucolo

          beh io sarò la rappresentazione del ridicolo ma tu dell’essere vigliacco visto che non ti firmi, io almeno ci metto la faccia.

          • Giacomo Coqueiro Pedrini

            Bravo, allora ti rispondo io.
            Il vigliacco, violento e criminale sei tu, che ribalti le offese RAZZISTE fatte da chi difendi (Che paragonano gli africani alle scimmie per una supposta superiorità genetica, tesi ascientifica costantemente confutata da questi episodi) cercando di confonderle con un insulto personale diretto alla Meloni -e c’è da incazzarsi, quando si vede una violenza messa in atto-.
            Ora fammi capire: dovrei essere oggetto di qualche valoroso pestaggio sotto casa, dopo il tuo patriottico screenshot?
            Non fate paura.

          • http://www.photospotland.com/ Mario Bucolo

            calmino, cambia pusher, ti da dosi troppo forti!

        • Mikael

          Libertà di espressione, pensiero e di azione, senza ledere nessuno ovviamente. Il tono accusatorio e di scherno che stai usando sembra più descrivere te stessa/o che qualcuno che tenta o vuole difendere in ciò che crede con mezzi, volendo anche discutibili, che gli sono mezzi a disposizione in quel momento storico.

      • NeroNiglio

        …che commento inutile…faglielo un screen e dille che pure io la definisco SCIMMIA URLATRICE…ANALFABETA FUNZIONALE…una tipa che sta dentro alle istituzioni da oltre 20 anni e che ha votato di TUTTO…Da Ruby nipote di Mubarak alla legge Fornero…Che va al Family Day col Pancione e nessun matrimonio…

        • http://www.photospotland.com/ Mario Bucolo

          invece il tuo commento è utile!

          • Riccardo Melis

            Ahahaha, “lo faccio vedere alla Meloni”!!! Che paura!!!!

          • http://www.photospotland.com/ Mario Bucolo

            beh se si insulta la Boldrini o si da della scimmia alla Kyenge si grida allo scandalo, se si insulta la Meloni invece no. E va beh, ormai l’Italia è ridotta così.

          • walterstucco

            Certo.
            Mi sembra ovvio.
            Un conto è farlo aprioristicamente come insulto o come offesa a una donna nera.
            Un conto a una persona che si comporta da scimmia.

      • walterstucco

        parafrasando Funari – che si riferiva agli str**zi –

        “Se uno fa la scimmia non gli puoi dire stupidino, je devi di’ scimmia sennò quello se fa delle illusioni”

      • http://www.onsyzygy.com Gabriele Cuscino

        Ma ti rendi conto che la Meloni è andata a protestare senza un briciolo di motivazione, senza aver nemmeno letto un volantino del museo (non sapeva nulla, Greco l’ha dovuta erudire su ogni suo errore di ignoranza in merito), convinta che il museo prendesse soldi pubblici e che stesse facendo… ehm… “razzismo al contrario” (una cosa inesistente, visto che il razzismo al contrario è… uhm… “non razzismo”? E’ come dire, “acqua fredda al contrario” che è “acqua calda”.) Vogliamo, invece, citare il background culturale di Meloni, come un noto quotidiano online ha recentemente indicato? “Diplomata, precedenti occupazioni come baby sitter e barista, periodicamente impiegata ai banchi di grande mercato cittadino romano.” Greco ha studiato per tutta la vita, ha lavorato sodo, ha vinto una selezione, si è sbracciato e ha rimesso in sesto uno dei musei più importanti del mondo che è italiano, tra l’altro (quindi, cara Meloni, anche un atto “patriottico” oserei dire, visto che lei sembra intendersene). Onore a Greco, che ha retto l’assalto di una persona che stava solamente cercando di buttare benzina su un fuoco ingiusto, quello del pregiudizio, dell’ignoranza e del razzismo, seppellendo con questo attacco pieno di bugie e di cattiva informazione un’iniziativa che invece combatte proprio questi tremendi controvalori di oggigiorno. Infine, Mario, se proprio vuoi, copia e incolla screenshot di questo messaggio un po’ dove vuoi. Non ne cambierà il significato, né i valori, a maggior ragione se sarà Meloni a leggerlo.

  • Luciano Escondido

    La Politica (destra ,centro, sinistra) userebbe qualsiasi mezzo in tempo di elezioni per avere visibilità. E, purtroppo, i media glie la danno. Con chi si scontra la Politica? Con quegli individui indipendenti che fanno bene il loro lavoro (dati alla mano vedere i risultati ottenuti da questo valoroso direttore – non lo conosco e non è mio parente NDR). Come cittadino ed elettore sono nauseato. Auspicando un Parlamento che si faccia notare meno sui media e più sulla realtà quotidiana.

  • tuunica

    Salve, mio parere personale: l’onorevole ha fatto BENE,il direttore del museo,anche in modo gentile ma,(ripeto mio parere personale), poteva anche evitare questa “promozione” specie in questo periodo elettorale. Il direttore voleva (avrebbe voluto) più visibilità? Eh…l’ha ottenuta! “Nel bene o nel male,l’importante è che se ne parli”. Se lo dice Lei,caro direttore.

    • tartaerry

      Ma cheglifrega alla Meloni! E a te chettefrega? E’ l'”onorevole” che va in giro a berciare scemenze per farsi bella davani ai suoi fans, non è manco andata a visitare il museo, mai nella vita, che poi il museo è ricolmo di storia egizia, mica di storia italiana, benvengano gli sconti. Faccia delle donazioni la signora, che mi pare che di soldi pubblici ne prenda in abbondanza per le sue chiacchiere da bar sport, lei che è andata pure a partorire in Svizzera.

    • walterstucco

      Quindi i diritti degli italiani sono “non fate lo sconto agli altri”?

      ammazza che culo…

  • Maria Rossi

    Cultura – populismo 1 a 0!

  • Storia Arte

    La storia è molto più semplice, il museo come il palazzo è legato alla Massoneria che vuole tutti liberi e uguali tantè è vero che lui dice di essere cattolico e universale che ci apriamo a tutti e molto probabilmente si voleva dare il solito clichè della Destra ignorante. Da notare l’arte oratoria tipica del finto candore dei boyscout, che davanti sembrano profusi dallo spirito santo, ma poi sono delle serpi biforcute. Il signorino in posa non è che l’ennesimo Renziano figlio o nipote di qualche illustre giornalista, professore d’università e politico che fin dà giovane ha frequentato scuole d’eccellenza elitarie molto probabilmente non per merito ed è stato abituato a sentirsi dire che un giorno il mondo dell’arte sarebbe stato tuo “Suo”. Non vede l’ora di mettersi in ottima luce agli occhi di chi manovra ora il governo, infondo c’è una certa gara anche tra chi si deve arruffianare il padrone. Dai dai, dategli un ministero, una poltrona per comandare l’arte del mondo se no si sente frustrato e non possiamo fermare il talentuoso “candore”, giovane, 43 anni, vecchio nella scalata verso vertice.

    • walterstucco

      >> Il signorino in posa non è che l’ennesimo Renziano figlio o nipote di qualche illustre giornalista

      ZZZZZZzzzzzz…

      Papà architetto, mamma negoziante.
      Perfetta media inglese italiana.

      >> fin dà giovane ha frequentato scuole d’eccellenza elitarie

      Tipo l’università di Pavia?

      Ma chi te li scrive i dialoghi a te?
      Il Mago Zurli?

  • Giovanni Mastropasqua

    Giorgia Meloni si merita la frase storica di Emilio Fede… “Che figura di m…”
    Grande direttore, hai dimostrato che con l’educazione e con la preparazione questi politici da 2 lire si autodistruggono.

  • Giacomo Farina

    La candidata ha raggiunto il suo scopo: essere visibile su media e social. Purtroppo le campagne elettorali dell’ultimo decennio si svolgono così, essere presenti e visibili piuttosto che essere consistenti di contenuti e programmi. Anzi in questa campagna si fa la corsa a chi spara le promesse più irrealizzabili. E io, che ho perso tempo a leggere gli articoli (come questo) e i commenti (ignari di essere funzionali all’obbligo della “visibilità”), me ne accorgo solo ora mentre sto scrivendo queste righe….
    Gestisco un piccolo museo d’arte contemporanea di una fondazione privata di Messina dedicato alle estetiche del Mediterraneo (Museo d’Arte Contemporanea Horcynus Orca) e facciamo entrare gratis, da sempre, i residenti del quartiere periferico cittadino in cui si trova il museo, è un modo per coinvolgere il territorio che – essendo marginale al centro storico cittadino – soffre della mancanza di iniziative culturali pubbliche. Siamo discriminanti nei confronti degli altri cittadini?

    • http://www.photospotland.com/ Mario Bucolo

      no, infatti il discorso non sta in quello che scrivi e giustamente fai

  • massimo pasquinelli

    Grande stima intellettuale per il Direttore del Museo Egizio.
    Le ragioni esposte annichiliscono l’incompetenza totale degli untori di turno, siano Meloni, siano Salvini, siano i 5Stelle.
    Per fortuna esiste un Paese che non è quello disegnato dall’ignoranza ed incompetenza che in questa campagna elettorale offre il peggio di sé.
    Complimenti
    Avv. Massimo Pasquinelli – Rimini

  • Augusto Chiarle

    Vorrei far notare come facilitare agli “arabi” (mi si perdoni l’estrema generalizzazione) di verificare coi propri occhi che si può avere grandezza al di fuori dell’Islam, come fu per i loro antenati, non sia una cattiva idea. Altra ragione per cui l’iniziativa è valida tanto quanto fare sconti agli studenti, agli anziani e alle altre categorie cui il museo (un museo che rende fiera la città, è un’eccellenza mondiale e lo dico avendone visitati diversi) riserva comunque spazio.

  • http://cattivogusto.it/ cattivogusto

    a già, la famosa etnia araba

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