Fratelli d’Italia protesta davanti al museo Egizio di Torino. È scontro tra la Meloni e Greco

Culmina con un’accesa discussione tra Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, e Christian Greco, direttore del museo Egizio, il sit-in organizzato dai sostenitori del partito di destra per protestare contro l’iniziativa promossa dal museo di offrire un biglietto gratis a tutte le coppie di lingua araba.

Christian Greco (foto di Nicola Dell'Aquila)
Christian Greco (foto di Nicola Dell'Aquila)

Termina con un’accesa discussione davanti alle telecamere con Christian Greco, direttore del museo Egizio, il soggiorno torinese di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, in città per alcuni appuntamenti elettorali in vista del prossimo 4 marzo. Causa del contendere? L’iniziativa promossa dal museo di offrire un biglietto gratis a tutte le coppie di lingua araba che si recano all’Egizio, definita “delirante e discriminatoria nei confronti degli italiani” da Giorgia Meloni. Il direttore Greco ribatte sostenendo che il sit-in di protesta organizzato dagli esponenti del partito Fratelli d’Italia non è niente altro che una “pura strumentalizzazione politica”. Ma procediamo con ordine.

L’INIZIATIVA

Tutto nasce dall’iniziativa promossa dal museo Egizio per il secondo anno consecutivo di offrire un ingresso gratis per tutte le coppie di lingua araba che si recano in visita. La promozione è solo una delle tante iniziative messe in campo dal museo torinese per aumentare il flusso dei visitatori e rientra in una precisa campagna di comunicazione che mira ad avvicinare all’istituzione anche quella fetta di popolazione di lingua araba presente sul territorio. Tale attività promozionale ha generato fin dalle prime ore le proteste della Lega Nord e di Fratelli d’Italia che hanno riscontrato in essa un atto discriminatorio nei confronti degli italiani. Giorgia Meloni si era già espressa in primis con un lungo post sulla sua pagina Facebook in cui ha definito l’iniziativa “delirante” ed ha invitato gli italiani a protestare in difesa dei valori della patria. “Se volete un governo di patrioti”, scrive la Meloni sui suoi social, “non votate per chi censura la lingua italiana, mette il velo alle donne e usa i soldi pubblici per queste iniziative senza senso. Il 4 marzo scegliete un governo di patrioti, votate Fratelli d’Italia“. Alla Meloni ha fatto eco l’alleato Salvini che ha chiesto addirittura le dimissioni del direttore.

LO SCONTRO

Tema condiviso, dunque, che ha scaldato gli animi dei sostenitori del partito della Meloni. In occasione della visita della donna in città per alcuni appuntamenti elettorali è stato così organizzato un sit-in di protesta proprio davanti al museo torinese a cui ha preso parte anche il leader politico. “Questa è discriminazione al contrario nei confronti degli italiani” ha dichiarato la Meloni. Il direttore del museo Christian Greco è sceso in strada per ribattere: “State strumentalizzando il museo a fini politici. Il museo egizio è di tutti, cerco solo di avvicinare le persone alla cultura. Noi le agevolazioni le facciamo per tutti: manifesterete anche perché giovedì faremo entrare gli studenti a quattro euro?“. E mentre il leader politico, evidentemente poco informato sulla storia del museo, ha provato ad evidenziare gli aspetti discriminatori dell’iniziativa, il direttore Greco ha replicato punto su punto, svelando a chi obiettava sui costi della campagna di comunicazione e sui finanziamenti pubblici, una realtà completamente diversa. “Abbiamo solo 100 mila euro per tutta la campagna di comunicazione e non prendiamo contributi pubblici“.

ECCELLENZA MUSEALE

E proprio al direttore Christian Greco (Arzignano, 1975), eletto nel 2014, vanno grandi meriti nella gestione virtuosa del museo. Considerato uno dei maggiori egittologi internazionali, Greco è rientrato in Italia, dopo 17 anni trascorsi in Olanda, proprio con l’incarico di rilanciare il museo puntando sulla ricerca e l’internazionalizzazione. E i numeri sembrano essere dalla sua parte. Il Museo Egizio ha raggiunto una percentuale media di autofinanziamento pari al 91,25% grazie alla quale è stata messa in campo una pianificazione chiara degli obiettivi strategici: Open Data, rinnovamento Galleria dei Re, Sicurezza ed Egizio 2024, anno in cui il Museo Egizio festeggerà il bicentenario della nascita. E con un numero di visitatori in costante crescita. Un museo che raccoglie la più importante collezione di arte egizia dopo il Cairo e rappresenta un’eccellenza assoluta sul territorio nazionale, anche grazie al dialogo intrapreso sul piano internazionale. “Siamo l’unico museo internazionale a cui non sono state avanzate richieste dall’Egitto di restituzione di opere d’arte”, conclude fiero Greco. Che sia anche questa una vittoria del dialogo tra i popoli?

ARIA DI RITORSIONI?

A poche ore dalla diffusione del video del confronto tra la Meloni e Greco, non accenna a placarsi la polemica. Fratelli d’Italia ha annunciato che in caso di vittoria licenzierà il direttore Greco, colpevole, secondo il partito della Meloni, di attuare politiche che dimostrano “il pensiero debole dell’Occidente” rispetto al mondo arabo e che nascondono “una iniziativa ideologica e anti-italiana”. Al di là della caduta di stile, la posizione di Fratelli d’Italia rivela un errore grossolano. Christian Greco è stato nominato direttore del Museo Egizio in seguito ad un concorso internazionale a cui hanno partecipato 110 professionisti di altissimo profilo. Non si è trattato, dunque, di una nomina diretta, ma è stato scelto in base al valore inequivocabile del suo curriculum. Non solo, il museo fa capo alla Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino sulle cui attività, sulla gestione e sulle nomine il governo non ha (per fortuna, è il caso di dire) nessun potere decisionale. A dare man forte al direttore arriva anche una nota del Consiglio di Amministrazione e della Presidente Evelina Christillin che rinnovano “il pieno e unanime consenso all’azione del Direttore Christian Greco” e ricordano che in base allo statuto vigente (art. 9) della Fondazione spetta al solo Consiglio di amministrazione “nominare e revocare il direttore a maggioranza assoluta dei suoi componenti, sentito il parere del Comitato scientifico”. Ancora una volta, prima di parlare, sarebbe forse meglio informarsi.

– Mariacristina Ferraioli

Dati correlati
Spazio espositivoMUSEO EGIZIO
IndirizzoVia Dell'accademia Delle Scienze 6 - Torino - Piemonte
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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.