Il trailer, accompagnato dalle celebri note di Supernature di Cerrone, mostro sacro della disco anni ’70, ci mostra in puro stile Noè una frenetica sequenza di elementi ponendo l’attenzione in particolar modo su quello che potrebbe essere definito il vero protagonista del film: una ciotola di sangria.
Ambientato nella metà degli anni ’90, il lungometraggio segue un gruppo di giovani ballerini intenzionati a portare avanti alcune coreografie all’interno di un edificio situato a sua volta in un luogo totalmente isolato. Tutto sembra andare bene fino a quando, con i festeggiamenti dell’ultima prova, entra in scena un recipiente pieno di sangria all’interno del quale qualcuno ha aggiunto dell’LSD. Gradualmente il caos si impadronirà della pellicola trasformandola in una sorta di horror allucinato dove, tra virtuosismi registici ed espedienti carichi di tensione, ogni personaggio si ritroverà a dover affrontare personalmente estasi e gironi infernali dando via libera alle proprie pulsioni più recondite. Tutti i caratteri distintivi del cinema di Gaspar Noè sembrano essere presenti anche in questa sua ultima fatica (il rapporto con le sostanze stupefacenti, la catarsi e la violenza, la relazione tra spirito e corpo, lucidità e stati di alterazione…) e anche questa volta non ci resta che decidere se evitarlo o se sprofondare insieme a lui in un abisso orgiastico di eros e disperazione, come era successo per i lungometraggi precedenti Irreversible (2002) e Enter the void (2009).

– Valerio Veneruso

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.