Amato, contestato, sbeffeggiato e imitato. Piero Manzoni (1933-1963) è una figura che ha influenzato tutte le generazioni di artisti venute dopo di lui. Durante la sua breve vita, infatti, è riuscito a innescare una riflessione profonda sull’attività artistica e sul suo significato unendo poesia, ironia, provocazione e filosofia. E utilizzando tutti i mezzi a sua disposizione: pittura, scultura, disegno e performance.
In questo video, pubblicato dalla web tv del Louisiana Museum of Modern Art, sette artisti contemporanei commentano l’opera e l’eredità dell’artista italiano dal proprio punto di vista. Ad iniziare da Marina Abramović, che sottolinea l’importanza di Manzoni per la definizione dei confini dell’opera d’arte, che diventano praticamente infiniti: “come artista, ho la libertà di fare arte con qualsiasi cosa, anche dalla polvere, se voglio”. Il belga Wim Delvoye, che ha più volte dichiarato il suo debito nei confronti di Manzoni, vede nella sua opera anche una legittimazione della propria. Tra le tante testimonianze internazionali (ci sono anche Kimsooja, Gavin Turk, Spencer Tunick e Jonathan Monk), spicca però quella tutta italiana di Nanda Vigo, anche lei artista e per un periodo compagna di Manzoni, che racconta il genio, ma anche l’isolamento dell’artista: “la vita di Piero non era facile, perché nessuno credeva in quello che stava facendo, a parte alcuni suoi amici”, ricorda.

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AutorePiero Manzoni
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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.