Amato, contestato, sbeffeggiato e imitato. Piero Manzoni (1933-1963) è una figura che ha influenzato tutte le generazioni di artisti venute dopo di lui. Durante la sua breve vita, infatti, è riuscito a innescare una riflessione profonda sull’attività artistica e sul suo significato unendo poesia, ironia, provocazione e filosofia. E utilizzando tutti i mezzi a sua disposizione: pittura, scultura, disegno e performance.
In questo video, pubblicato dalla web tv del Louisiana Museum of Modern Art, sette artisti contemporanei commentano l’opera e l’eredità dell’artista italiano dal proprio punto di vista. Ad iniziare da Marina Abramović, che sottolinea l’importanza di Manzoni per la definizione dei confini dell’opera d’arte, che diventano praticamente infiniti: “come artista, ho la libertà di fare arte con qualsiasi cosa, anche dalla polvere, se voglio”. Il belga Wim Delvoye, che ha più volte dichiarato il suo debito nei confronti di Manzoni, vede nella sua opera anche una legittimazione della propria. Tra le tante testimonianze internazionali (ci sono anche Kimsooja, Gavin Turk, Spencer Tunick e Jonathan Monk), spicca però quella tutta italiana di Nanda Vigo, anche lei artista e per un periodo compagna di Manzoni, che racconta il genio, ma anche l’isolamento dell’artista: “la vita di Piero non era facile, perché nessuno credeva in quello che stava facendo, a parte alcuni suoi amici”, ricorda.

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AutorePiero Manzoni
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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.