Davide “Bart” Salvemini è il giovane illustratore (Terlizzi, 1988) che ha scritto, disegnato e animato il videoclip del nuovo singolo di Tommaso Di Giulio (Roma, 1986) A chi la sa più lunga.
Il brano anticipa l’uscita prossima di Lingue (Leave Music), l’ultimo album del giovane cantautore e compositore nostrano, già noto al grande pubblico per aver firmato numerose musiche per spettacoli teatrali nonché per una recente collaborazione con Max Gazzè.
Realizzato unendo tecniche analogiche, che hanno previsto la costruzione graduale di tutti gli elementi disegnati con l’ausilio di un pannello luminoso, ed elaborazioni digitali, il video ha come protagonista lo stesso Di Giulio intento a esplorare gli abissi dello spazio, affrontando avversità e creature aliene pur di raggiungere l’oggetto dei suoi desideri. Che si tratti di un essere realmente esistente, di una chimera o di un’idea platonica poco importa, ciò che conta è la manifestazione di quella forza pura e superiore che spesso ci porta a compiere anche l’impensabile pur di coronare il sogno di una vita.
Caratterizzato da colori psichedelici e da un segno grafico molto deciso (che sono poi alcuni dei tratti distintivi di tutta la produzione di Salvemini) il video è inoltre un ottimo esempio di come i giovani creativi, allargando il campo a tutte le discipline artistiche, siano in realtà indispensabili per un paese come l’Italia che troppo spesso, non riconoscendo tali figure come delle risorse, preferisce investire in altri campi, alimentando migrazioni di massa destinate a tramutarsi in vere e proprie odissee nello spazio.

– Valerio Veneruso

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.