Come anticipazione del prossimo album in uscita a novembre, co-prodotto con il venezuelano Arca, Björk (Reykjavik, 1965) ha rilasciato in questi giorni The Gate. Il singolo, accompagnato da un video a dir poco psichedelico, fa pregustare quelle che saranno le atmosfere del suo nuovo capitolo discografico.
A differenza del precedente Vulnicura (2015), segnato soprattutto dalla fine della relazione con l’artista americano Matthew Barney, Utopia (questo il titolo del nuovo disco) si preannuncia come una rinascita, un tentativo di affrontare il tema dell’amore tramite una chiave di lettura più trascendentale. Presentato lo scorso 16 settembre a Londra dal canale digitale dedicato alle arti e alla moda Nowness, il video di The Gate è pervaso da un senso di amore mistico che si riflette nei numerosi effetti speciali che lo compongono. Diretto da Andrew Thomas Huang, acclamato regista di band come Radiohead e Sigur Ros, nonché già collaboratore con Bjork per alcuni esperimenti visivi (come ad esempio l’esperienza in realtà virtuale Stonemilker), l’intero videoclip porta lo spettatore all’interno di un mondo tanto fantascientifico quanto divino, dove creature fantastiche e luminose danno vita a danze sensuali e pratiche misteriose.

LO ZAMPINO DI GUCCI

Le animazioni 3D, accompagnate da un sorprendente utilizzo di effetti digitali come il datamoshing, non sono però gli unici elementi spettacolari che costituiscono quest’opera audiovisiva. A rendere il tutto ancora più sbalorditivo ci ha pensato infatti Alessandro Michele (Roma, 1972), direttore creativo di Gucci, che ha disegnato appositamente per la cantante islandese un vestito imponente ed elegantissimo allo stesso tempo. L’effetto brillantante proprio dell’organza di Lurex, le strisce di PVC iridescente, le numerose perle e i vari cristalli utilizzati donano all’abito una grazia e una magnificenza che raramente si notano nelle attuali produzioni videomusicali e che restituiscono al brano un totale e armonico senso di compiutezza.

– Valerio Veneruso

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo. Tra le mostre recenti: la personale RUBEDODOOM – Per tutti e per nessuno (Metodo Milano, Milano, a cura di Maurizio Bongiovanni, 2020) e le collettive, Existance Resistence (mostra virtuale su Instagram a cura di Giovanna Maroccolo e Patrick Lopez Jaimes, 2022), The Struggle is Real (Green Cube Gallery e Fondazione Spara, a cura di Clusterduck, 2021), Rifting (a cura di Federico Poni e Federica Mirabella per la quinta edizione di The Wrong Biennale, 2021), ISIT.exhi#001 (Spazio In Situ, Roma, a cura di ISIT Magazine, 2021), e Art Layers (progetto espositivo su Instagram curato da Valentina Tanni per il decennale di Artribune). Tra le principali esperienze curatoriali: lo screening video Melting Bo(un)d(ar)ies (Cappella di Santa Maria dei Carcerati, Palazzo Re Enzo, Bologna, 2022), il progetto di newsletter mensile IMMAGINARIA – Un altro mondo (per l’arte è possibile (commissionato dall’Associazione culturale di arte contemporanea TRA – Treviso Ricerca Arte, 2020/2021), le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019), e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018) e il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Ha collaborato con diverse realtà editoriali come Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.