Roberto Fassone è un artista visivo con base ad Asti. La sua ricerca esplora e interroga le connessioni tra gioco, arte contemporanea e processi creativi, mettendo a nudo le strategie sottese alla produzione di ciò che chiamiamo opere d’arte. Le sue performance includono: trascorrere tre mesi senza dire parolacce a nessuno, tenere una lezione senza mai pronunciare la lettera “R”, eseguire un concerto di Prince in lip-synch.
Fassone ha partecipato nel 2015 a Live Works con Untitled, in cui tentava di convincere la giuria del merito della propria vittoria attraverso il supporto di un avvocato. Untitled II è una performance che unisce due grandi interessi dell’artista, quello per l’arte contemporanea e quello per la magia. Ripercorrendo a tappe, la storia di questi due sitemi apparentemente lontani, l’artista invita a scoprirne i punti di contatto. L’intervista qui presentata fa parte di un percorso performativo intitolato Hommage to Marshawn Lynch che consiste nel fornire la stessa a ciascun intervista, proprio come faceva il famoso giocatore di football dal quale il progetto prende il nome.

Riccardo Giacconi e Valencia Caicedo hanno collaborato a diversi progetti, fra cui un documentario radiofonico sulla città di Bienno, un documentario televisivo su Alberto Camerini, e un’esplorazione del Carnevale in Sardegna. Nel 2015 hanno partecipato a Live Works con Controvena, lavoro a metà tra un radiodramma, una seduta spiritica meccanica e una performance per una macchina.
Occhiacci di legno propone un percorso negli ex-alloggi operai di Centrale Fies, che si articola in una serie di stanze, intese sia come spazi che come strofe. Una voce registrata accompagna la visita: è la voce del cantautore Alberto Camerini, celebre personaggio che, all’inizio degli anni Ottanta, unì Commedia dell’Arte, teatro di figura e robotica.

Le video interviste sono curate da Dalila D’Amico, Marta Federici e Chiara Pirri all’interno del progetto Superconnected promosso da Centrale Fies (Dro, Trento). Superconnected è un archivio di memoria del variegato“continente” ritagliato dal Festival Drodesera XXXVII che ha l’obiettivo di ampliare i punti di vista, ibridare i ruoli tra artista e critico, lasciare che le interpretazioni nascano dal dialogo. Le domande proposte infatti, sono pensate in parte dalle curatrici e in parte dagli stessi artisti coinvolti.

www.centralefies.it/supercontinent

 

Evento correlato
Nome eventoDrodesera 37 Festival delle arti contemporanee
Vernissage21/07/2017
Duratadal 21/07/2017 al 29/07/2017
Generiarte contemporanea, performance - happening, musica, festival
Spazio espositivoCENTRALE FIES
IndirizzoLocalità Fies 1 - Dro - Trentino Alto Adige
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Dalila D'Amico
Dalila D'Amico è Dottore di ricerca in Musica e Spettacolo presso il Dipartimento di Storia dell'Arte e Spettacolo dell'Università di Roma La Sapienza, curatrice e videomaker freelance. Dal 2015, insieme a Giulio Barbato, cura la direzione artistica del festival video “ Retina”. Dal 2010 fa parte del collettivo artistico Vjit insieme a Francesco Iezzi e Maria Costanza Barberio. Vjit è un progetto interdisciplinare con base a Roma, il cui ambito di sperimentazione ruota attorno all'interazione tra suono e immagine dal vivo.