L’arte come territorio di esplorazione dell’irrazionale, dell’assurdo, del delirante. Una mostra in preparazione al Met Breuer di New York, qui raccontata dalla curatrice Kelly Baum, si pone l’obiettivo di raccontare le esperienze artistiche più significative del trentennio 1950-1980, un periodo controverso e turbolento, caratterizzato da instabilità, guerre e conflitti sociali. In risposta a questo scenario, gli artisti producono opere estreme, che rappresentano una descrizione della realtà oppure una reazione ad essa.
Divisa in quattro sezioni, Vertigo, Excess, Nonsense e Twisted, l’esposizione presenta il lavoro di 62 artisti, molti dei quali provenienti dalla collezione del Metropolitan Museum e mai esposti prima. Tra i tanti nomi noti: Dara Birnbaum, Hanne Darboven, Philip Guston, Yayoi Kusama, Sol LeWitt, Ana Mendieta, Bruce Nauman, Claes Oldenburg, Carolee Schneeman e Robert Smithson. Delirious: Art at the Limits of Reason, 1950-1980 sarà aperta dal 13 settembre 2017 al 14 gennaio 2018.

www.metmuseum.org

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma e Milano. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020).