Siamo abituati a pensare alle macchine come a freddi congegni progettati dall’uomo per svolgere compiti utili. Ma con l’avanzare delle ricerche sull’intelligenza artificiale, le macchine stanno lentamente imparando a fare a meno di noi, acquisendo sempre più autonomia: leggono, imparano, a loro modo “ragionano” e prendono decisioni. È questo lo scenario da cui nasce il progetto Poet on the Shore, una macchina molto particolare progettata dalla designer di origine cinese Yuxi Liu.
Il robottino, che non è dotato di una forma antropomorfa ma possiede un sistema di intelligenza artificiale, si aggira per la spiaggia senza fare niente di particolare: come un poeta romantico si limita a passeggiare, guardare il mare, ascoltare il rumore delle onde e del vento. Talvolta, se ispirato, verga effimere poesie sul bagnasciuga, versi che vengono ben presto cancellati dalla marea. Grazie a una serie di sensori, il robot è in grado di percepire l’ambiente circostante, imparare da esso e trarne delle ispirazioni poetiche: la sua esistenza non è dunque di tipo utilitario; non serve scopi umani, ma è giustificata solamente dalla sua capacità senziente.

http://liuyuxi.xyz/portfolio/items/poet-on-the-shore

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.